Prestiti imprese in calo

Diminuiscono i prestiti alle imprese e aumentano le sofferenze bancarie, Unimpresa descrive un credit crunch, ma il mercato dei prestiti è in ripresa, i tassi sono bassi.

Torna la crescita, ma non i prestiti alle imprese, che anzi registrano una flessione le 2017, con una corrispondente crescita delle sofferenze: sono dati che fotografano una fase di credit crunch, difficoltà delle imprese a ottenere finanziamenti e quindi liquidità, quelli di Unimpresa, che però, va detto, divergono da quelli misurati, ad esempio, dall’ABI, l’associazione banche italiane, che indica invece una crescita del mercato del credito, verso famiglie e imprese. Vediamo tutto.

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Secondo Unimpresa, i prestiti delle banche alle imprese a maggio 2017, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, sono scesi di 17 miliardi di euro, -2%, imputabili completamente ai finanziamenti a breve e a lungo termine, mentre il medio termine è cresciuto di circa 12 miliardi. Bene credito al consumo e mutui. Sono invece tornati a salire i crediti in sofferenza, + 2 miliardi (+1,06%).

«Lo Stato salva le banche, con risorse per oltre 30 miliardi che potrebbero non bastare, ma non ci sono certezze sulla riapertura dei rubinetti dei finanziamenti: chi ci assicura che ripartiranno?” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Nel dettaglio, i prestiti al settore privato sono calati di 6,2 miliardi (-0,44%) passando dai 1.410,8 miliardi di maggio 2016 ai 1.404,5 miliardi di maggio 2017. E’ sceso di 16,3 miliardi (-2,07%) lo stock di finanziamenti alle imprese passati da 789,8 miliardi a 773,4 miliardi: diminuiti di 15,2 miliardi (-5,50%) i crediti a breve termine (fino a 1 anno), di 13,1 miliardi (-3,63%) i prestiti di lunga durata (oltre 5 anni), mentre sono cresciuti di 12,03 miliardi (+7,89%) i finanziamenti di medio periodo (fino a cinque anni) passati da 150,8 miliardi a 162,8 miliardi. Risultano complessivamente in aumento di 10,08 miliardi (+1,62%) i prestiti alle famiglie: +9,48% il credito al consumo, in aumento i mutui di 8,9 miliardi (+2,47%), in calo i prestiti personali, scesi di 8,9 miliardi (-2,47%) da 173,7 miliardi a 166,9 miliardi.

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Per quanto riguarda le sofferenze, sono cresciute in totale di 2,1 miliardi (+1,06%) dai 199,9 miliardi di maggio 2016 ai 202,1 miliardi di maggio 2017. Il rapporto tra sofferenze lorde e prestiti è passato dal 14,18% al 14,39%. Sono aumentate di 1,8 miliardi (+1,31%) le rate non pagate dalle aziende, salite da 142,1 miliardi a 143,9 miliardi, in aumento di 244 milioni (+0,65%) anche i crediti deteriorati riconducibili alle famiglie, mentre sono calati di 145 milioni (-0,90%) quelli legati alle imprese familiari. Infine, aumento di 166 milioni (+3,88%) delle sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni, dei fondi e delle onlus.

Ricordiamo che i dati ABI misurano invece nel mese di giugno 2017 una ripresa del mercato del credito, con un +1,5% che però è riferito complessivamente a famiglie e imprese. Tassi di interesse ai minimi storici, al 2,76% il tasso medio sul totale dei prestiti. Il tasso medio sui mutui è al 2,1% (dal 2,12 di maggio), quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risulta pari a1,61%, e si confronta con l’1,60% del mese precedente e il 5,48% di fine 2007.

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