PMI fuori dalla crisi: trend 2017

Migliorano i dati di bilancio, chiudono meno imprese, si consolida il sistema delle PMI industriali, si rivitalizza il fronte innovazione: Report Cerved Confindustria su PMI Centro Nord.


Crescono fatturato e margini, anche se i livelli pre crisi sono ancora lontani, migliora anche il costo del debito, anche grazie alla politica monetearia espansiva della Banca Centrale Europea, cresce il rafforzamento patrimoniale, diminuiscono le chiusure mentre aumenta il numero di nuove imprese, si registra effervescenza sul fronte dell’innovazione, con startup e PMI innovative: sono i dati fondamentali contenuti nella seconda edizione del rapporto Cerved – Confindustria sulle PMI del Centro Nord. In linea generale, il report segnala il consolidamento della ripresa del mercato rispetto agli anni di crisi, senza però registrare numeri entusiasmanti. Analizzati i dati di 111mila PMI fra i 10 e i 250 addetti e un fatturato fra 2 e 50 milioni di euro, che rappresentano circa il 10% del prodotto interno lordo italiano.

=> PMI, strategie di crescita

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, l’area più rilevante si conferma il Nord Ovest (oltre 47 mila PMI e 1,4 milioni di addetti), seguita da Nord-Est (36mila  PMI, che occupano oltre 1 milione di addetti) e dal Centro (28 mila PMI e 750 mila occupati). Fra le Regioni, prima in classifica la Lombardia, dove risiedono circa un quarto delle PMI italiane (intorno a quota 35mila), seguita da Veneto (15mila 500), dall’Emilia Romagna (14mila) e dal Lazio (12mila 400).

La crescita del fatturato si attesta intorno al 3% nelle Regioni del Nord e al 2,2% nel Centro Italia, il margine operativo lordo sale con percentuali fra il 3 e il 4% rispetto al 2014, ma la differenza con i livelli pre crisi resta alta: rispetto al 2007, – 21% nel Nord-Est, -29% nel Nord-Ovest e -40% nelle regioni centrali. Sul fronte finanziario, notizie positive relative al costo del debito, sceso al 4,2% rispetto al precedente 4,6%, e al rafforzamento della capitalizzazione.

Cresce il numero delle società di capitali (qui il dato riguarda il 2016 sul 2015), anche se l’aumento riguarda solo il Nord Ovest- mentre i livelli sono stabili nel Nord Est e si registra una flessione nel Centro. Da segnalare che l’incremento del numero di aziende è dovuto in particolare alla nascita di srl semplificate (che rappresentano il 44% delle nuove imprese). Sensibile calo delle chiusure per fallimento o liquidazione volontaria (-22%). La riduzione del numero di fallimenti si accompagna con una migliore capacità di pagare i crediti verso i fornitori, con una riduzione del numero di fatture inevase nel quatro trimestre 2016.

Positivi i dati delle PMI industriali, in termini di fatturato, margini, situazione finanziaria In generale, il report rileva come la crisi abbia generato un significativo processo di ristrutturazione del tessuto imprenditoriale, lasciando sul mercato le società più robuste, migliorando la competitività complessiva del sistema.

Infine, l’innovazione: il report ha preso in considerazione anche società che non sono iscritte agli elenchi speciale di startup e PMI Innovative, rilevando in Italia un ecosistema di innovazione di 12 mila startup e quasi 4 mila PMI innovative, in grande maggioranza nel Centro Nord dove risiedono il 77,5% delle startup innovative e l’87,8% delle PMI innovative. Il sistema delle startup innovative del Centro-Nord impiega in totale oltre 18 mila addetti, produce ricavi per 1,66 miliardi e investe quasi 250 milioni, mentre quello delle PMI innovative vale impiega oltre 108 mila addetti, produce ricavi per quasi 22 miliardi e investe 1,25 miliardi. I settori a più alto tasso di innovazione sono Ecosostenibilità e Mobile e smartphone. (Fonte: il report Cerved Confindustria)

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