DEF e Manovra bis, nuova rottamazione cartelle

Il 10 aprile appuntamento con il DEF in CdM seguito da Manovra bis da 3,4 miliardi, non si esclude una nuova possibilità di rottamazione cartelle esattoriali.


Si avvicina l’appuntamento con la manovrina da 3,4 miliardi chiesta dalla UE per riportare i conti pubblici all’interno dei parametri comunitari: verrà approvata qualche giorno dopo il DEF, il Documento di Economia e Finanza, previsto per il Consiglio dei Ministri di lunedì 10 aprile. In vista, potrebbe esserci una nuova possibilità di rottamazione cartelle esattoriali.

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Sono le principali novità emerse nel corso dell’incontro fra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e l’assemblea dei deputati del PD alla Camera. Padoan ha innanzitutto confermato che la Manovra bis arriverà a breve distanza dal DEF, e secondo indiscrezioni trapelate dall’incontro, avrebbe anche parlato di un nuovo round per la definizione agevolata della cartelle esattoriali (già prorogata al 21 aprile dalla precedente scadenza del 31 marzo).

Secondo anticipazioni di stampa, il Governo starebbe anche pensando a un riordino delle accise sui tabacchi, che dovrebbe portare nelle casse pubbliche 190-200 milioni di euro. Non riguarderà alcolici e benzina.

Ulteriori risorse dovrebbero arrivare dalla norma sullo split payment IVA, che l’Italia chiede di prorogare al 2020 ed estendere ai rapporti con le società pubbliche. Si tratta della scissione dei pagamenti, in base alla quale il fornitore emetta fattura senza incassare l’IVA che viene versata al fisco direttamente dalla pubblica amministrazione. L’Italia ha chiesto la proroga e l’estensione nel febbraio scorso e attende la risposta UE (al momento, lo split payment IVA è autorizzato fino alla fine del 2017). Dalla misura, il Governo conta di incassare 1,3-1,4 miliardi di euro.

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Come si vede, all’appello mancano ulteriori risorse, che con ogni probabilità saranno recuperate attraverso un riordino delle agevolazioni fiscali e da misure di lotta all’evasione.

Mentre i tecnici lavorano, il Governo insiste sulla volontà di non sacrificare le misure per la crescita. Il ministro dell’Economia ha sottolineato nei giorni scorsi che il processo di riforme non si è fermato, prosegue in piena continuità con il governo precedente, e troverà spazio nel DEF. Certo, senza tralasciare l’altrettanto primaria esigenza di aggiustare i conti pubblici in linea con le richieste della commissione UE.

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