CGIA: Italia in deflazione

Italia in deflazione secondo le analisi della CGIA Mestre: giù i prezzi al consumo per molti comparti, imprese in crisi.

Altro che ripresa economica, secondo le ultime analisi dell’Ufficio Studi della CGIA Mestre l’Italia è in deflazione come nel 1959: nel 2016 i prezzi al consumo per i cittadini italiani sono mediamente diminuiti dello 0,1%, come non avveniva da ben 57 anni. L’analisi della CGIA ha monitorato la variazione media dei prezzi di 200 voci di prodotto nei primi 11 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.Deflazione  2016-12-19 at 09.56.27Deflazione  2016-12-19 at 09.56.22

Prodotti in deflazione

A diminuire sono stati soprattutto i prezzi legati ai prodotti soppiantati da altri con tecnologie più evolute: computer fissi (-11,5%), apparecchi per la telefonia fissa e telefax (–9,5%), apparecchi per la riproduzione di immagini e suoni come tv/dvd (-3,8%) e giochi (-2,4%).

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Ma a scendere sono stati anche i prezzi del comparto energetico, soprattutto per effetto del calo del prezzo del petrolio rimasto per gran parte del 2016 al di sotto dei 50 dollari al barile: gasolio per riscaldamento (-9,5%), gasolio auto (-8,8%), altri carburanti come GLP/metano (-8,2%), gas per la casa (-8,1%) e benzina (-5,9%).

In deflazione anche:

  • il comparto alimentare, con ben ventisette prodotti il cui prezzo è sceso nel corso del 2016;
  • i voli internazionali (-7,3%) anche a causa della paura generata dal terrorismo;
  • i canoni/abbonamenti radio-tv (-2,4%) che subiscono anche l’effetto della riduzione del canone RAI.

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Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, spiega che se questo calo dei prezzi rappresenta da una parte una buona notizia per i consumatore, dall’altra evidenzia ancora sostanziali problemi per l’economia italiana che fatica a crescere:

«Solo nel 1959 i prezzi sono diminuiti ma il PIL cresceva del 7%, nel 2016, invece, la crescita dell’economia italiana è inferiore all’1% e la deflazione esiste perché la domanda è debole e i consumi sono troppo lontani dai livelli pre-crisi».

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Va poi considerato che:

«L’artigianato, il piccolo commercio e il lavoro autonomo – puntualizza il Segretario della CGIA Renato Mason – vivono soprattutto di domanda interna. I soli consumi delle famiglie rappresentano più del 60% del PIL italiano mentre le esportazioni nette appena il 3%. E nonostante i consumi delle famiglie abbiano registrato una leggera ripresa negli ultimi tre anni, purtroppo questi sono circa 5 punti percentuali al di sotto del livello del 2007. La domanda è debole e questo influisce sul livello dei prezzi che continuano a scendere, comprimendo i margini di guadagno delle imprese».

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Prezzi in rialzo

A fare da contraltare ci sono prodotti e servizi i cui prezzi sono saliti nel corso del 2016, come i servizi postali (+9,5%), alcuni generi alimentari, le stampanti/copiatrici (+7,6%), i palmari/tablet (+7,3%) per i quali si evidenzia una domanda in continua crescita, ma anche fornitura d’acqua (+4,2%) e fognatura (+4,0%).

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Evoluzione dei prezzi al consumo dal 2010 ad oggi

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Fonte: CGIA Mestre.

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