Fare impresa, nativi digitali impreparati

Studenti universitari, nativi digitali, propensi a fare impresa ma con competenze progettuali limitate all'uso di Social e Web: ricerca University2Business.

imprenditorialità

Gli universitari nativi digitali usano molto i Social e il Web ma, su esperienza progettuale legata all’innovazione e approccio imprenditoriale, fondamentali per fare impresa nel mondo digitale, sono carenti: i futuri imprenditori digitali sono il 5%. E questo, non perché non abbiano curiosità o interesse ma per carenza di preparazione. E’ il risultato dell’indagine “Il futuro è oggi: sei pronto?“, realizzata da University2Business (Gruppo Digital360). In generale, emerge una grande dimestichezza di Internet e web communiy (dato prevedibile) ma un utilizzo nella maggioranza dei casi limitato alla dimensione social, mentre quella progettuale è carente.

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Pochi hanno un proprio blog o sito (13%) e anche coloro che lo hanno, aggiornano poco i contenuti (solo la metà lo fa almeno una volta alla settimana). Il 23% ha una pagina Facebook oltre al proprio profilo, ma anche in questo caso oltre la metà la utilizza per parlare con gli amici o divertirsi, il 17% ha un proprio canale Youtube ma solo il 20% lo aggiorna settimanalmente, il 36% ha usato almeno una volta Internet per vendere qualcosa, ma solo uno su dieci lo ha fatto attraverso il proprio sito. Molti fanno attività di promozione delle proprie pagine (blog, social web), ma con risultati in termini di traffico nel 70% dei casi molto modesti.

La parte in cui gli studenti si dimostrano più carenti è quella legata alle conocenze teoriche sull’innovazione digitale da applicare al business: solo il 12% sa che cos’è il cloud (la nuvola digitale), il 24% conosce la fatturazione elettronica, il 25% sa cosa significa big data, il 38% mobile advertising. Su questi temi, emerge una maggior preparazione fra gli studenti di informatica.

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Un dato relativamente positivo è rappresentato dal fatto che il 10% degli studenti sa sviluppare e il oltre il 20% sta imparando a farlo. Quasi la metà di chi sviluppa lo fa per imparare, mentre uno su due vuole realizzare la propria idea di business o aiutare un amico a farlo: qui sono particolarmente forti gli ingegneri, il 28% sta cercando di creare la propria start up. Emerge in generale una consapevolezza dell’importanza del saper sviluppare software come competenza utile per il futuro.

Anche la curiosità e l’interesse per il fare impresa ci sono: il 30% ha frequentato un corso su come creare una nuova impresa: nel 18% dei casi all’università (soprattutto fra le facoltà economiche), nel 12% dei casi di propria iniziativa. Oltre il 60% è in grado di dare la definizione corretta di startup, quasi il 90% tenta almeno di fornire una classifica dei principali fattori che stanno alla base del successo di una nuova impresa:gli elementi considerati più importanti sono il team, l’idea iniziale, il gradimento del mercato, la possibilità di trovare un finanziatore. L’intersse per l’imprenditorialità è confermato dal fatto che il 40% degli studenti ha avuto almeno un’idea di business, e il 10% l’ha anche messa in pratica, mentre un altro 10% sta cercando di farlo.

Alla fine, la ricerca ha costruito degli indici, per misurare attività internet, conoscenze di digital innovation, imprenditorialità teorica, imprenditorialità pratica. Risultato: sono pochi coloro che hanno alte competenze sia teoriche che pratiche sul fronte della preparazione digitale (6%) e dell’attitudine imprenditoriale (7%). Il 42% registra un punteggio basso su tutti e quattro gli indici, mentre viceversa gli imprenditori digitali (che hanno quindi un punteggio alto in tutte le competenze) sono il 5%. Ci sono poi un 34% con qualche conoscenza teorica ma senza sensibilità imprenditoriale, il 10% ha realizzato progetti digitali concreti ma non ha specifico orientamento imprenditoriale, il 9% ha svolto iniziative imprenditoriali ma non ne digitale.

Andrea Rangone, ad del Gruppo Digital 360, sottolinea come l’elemento positivo sia rappresentato dagli studenti che

«hanno capito bene l’importanza di saper utilizzare in modo proattivo e progettuale le tecnologie digitali e di essere imprenditoriali», fra i quali non mancano coloro «che stanno portando avanti concreti progetti digitali o vere e proprie startup». Si tratta, fra l’altro, di «un drappello abbastanza trasversale rispetto alle facoltà e alle aree geografiche», il che testimonia l’importanza dell’elemento culturale. Il dato negativo è invece che la maggioranza degli studenti «si affaccia al mondo del lavoro con una scarsa conoscenza della trasformazione digitale in atto nell’economia, con un approccio passivo al mondo digitale e una scarsa sensibilità imprenditoriale».

L’obiettivo di University2Business è proprio quello di colmare questo gap, il progetto “Il futuro è oggi” prosegue, c’è un portale dedicato che consente di fare un test per valutare la propria attitudine digitale e imprenditoriale.

Fonte: il Futuro è oggi

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