Export online, business per Pmi: le strategie

Chi ha investito nell'e-Commerce nel 2009 ha avuto ragione. Un canale accessibile anche alle aziende con budget modesti: analisi di un successo annunciato e consigli per investimenti a ROI garantito

Se è vero che il PIL è in calo e le esportazioni italiane segnano un -25% nel primo semestre, è altrettanto vero che ci sono segnali positivi che vengono dal mondo del business online.

Non ci sono solo i bollettini di guerra Istat, Ocse e istituti di ricerca vari: come già analizzato, i dati dell’Osservatorio Netcomm/School of Management del Politecnico di Milano sul commercio elettronico in Italia parlano chiaro:

  • il valore delle vendite online in Italia è arrivato a quasi 6 miliardi di euro;
  • gli acquirenti online sono 8 milioni. Ancora lontani dai 19 milioni, in confortante aumento dai 6 dello scorso anno;
  • il numero degli ordini è in salita del 13% e in alcuni settori specifici del Made in Italy l’incremento sfiora il 50%;
  • la spesa media online pro-capite è di 800 euro, con un gap nei confronti della media UE in via di riduzione.

Altro dato significativo è la fiducia di aziende e operatori del settore nei confronti del commercio elettronico. Ma il messaggio forte per le Pmi è che vendere online verso i mercati esteri (+9%) sta diventando un business veramente interessante. E il peso complessivo di queste vendite all’export sull’e-commerce complessivo è ormai del 16%.

Ragioni del successo

Perché le aziende che fanno e-commerce sono riuscite ad avere un così buon risultato nonostante la crisi? Prima di tutto per il grande interesse dei consumatori, italiani e stranieri. Ma anche delle aziende, che vendono online in settori-chiave del Made in Italy (Moda, Abbigliamento…): il valore delle vendite è balzato a +42% rispetto al 2008!