A Piazza Affari nasce un nuovo mercato interamente dedicato alle Pmi e che prenderà l’avvio ufficiale il 1° marzo 2012: si tratta del tanto atteso Aim Italia – Mercato Alternativo del Capitale che accorpa i due mercati già esistenti, l’AIM Italia e il MAC: in questo modo Borsa Italiana razionalizza la propria offerta dedicata alle Pmi, un segmento considerato da tutti particolarmente interessante e che mai come di questi tempi ha bisogno di nuovi strumenti per rilanciarsi sui mercati.
Le negoziazioni inizieranno dunque il prossimo primo marzo e le società già quotate su Aim Italia passano automaticamente sul nuovo mercato con la nuova disciplina.
Per le Pmi quotate sul MAC (che resterà aperto alle nuove quotazioni fino al prossimo 30 marzo 2012) è prevista invece una procedura di adeguamento, che proseguirà fino a fine 2012.
Aim Italia – Mercato Alternativo del Capitale è un MTF, ossia un sistema multilaterale di negoziazioni (Mutilateral Trading Facility) regolamentato e gestito da Borsa Italiana.
Per accedere a questo nuovo MTF non sono richiesti requisiti minimi di capitale, ma le aziende devono destinare al mercato un flottante di almeno il 10%.
In generale, il punto di forza del nuovo mercato per Pmi è il processo di quotazione rapido: dieci giorni dalla presentazione della domanda!
Le aziende devono nominare un Nomad (Nominated advisor), cioè un consulente finanziario iscritto agli appositi registri di Borsa Italiana (come avviene attualmente sull’AIM Italia), che deve essere mantenuto in via continuativa per tutta la permanenza sul mercato: avrà un ruolo guida in fase di ammissione, e consulenziale in seguito.
Le piccole e medie aziende che intendono quotarsi devono avere un bilancio sottoposto a revisione contabile e presentare il documento di ammissione. Quanto ai principi contabili, sono ammessi sia quelli italiani sia gli IFRS.
Il mercato sarà accessibile agli investitori istituzionali e professionali e al pubblico retail: in fase di ammissione il collocamento sarà rivolto solo agli istituzionali e professionali, mentre sul mercato secondario le negoziazioni saranno aperte anche al retail.
Le caratteristiche del nuovo mercato sono state messe a punto dall’advisory board di Borsa Italiana nato nel 2010 per occuparsi dello sviluppo dell’offerta di Piazza Affari dedicata alle Pmi.
L’organismo, presieduto da Vincenzo Boccia, Presidente di Piccola Industria di Confindustria e composto dai rappresentanti di imprese, banche, investitori e operatori di mercato si è posto i seguenti obiettivi:
Di MAC è stato mantenuto il processo di ammissione rapido, la tempistica ridotta e l’introduzione di lotti minimi di negoziazione, mentre da AIM Italia derivano la valenza internazionale, una comunità di professionisti dedicata e specializzata e la possibilità di accedere a un bacino più ampio di investitori, sia professionali, sia retail.
Quello delle piccole e medie imprese è certamente un segmento che ha notevoli potenzialità in un Paese come l’Italia in cui da una parte queste aziende rappresentano l’ossatura del sistema produttivo e dall’altra ancora oggi sono raramente quotate in Borsa e soffrono di un cronico problema di accesso al credito.
Qualche dato, fornito da Andrea Montanino, dirigente generale del ministero dell’Economia, a un recente convegno organizzato a Palazzo Mezzanotte dedicato proprio ai “Nuovi strumenti integrati per la capitalizzazione delle Pmi italiane”: in genere sono poche le imprese italiane quotate, 291, contro le 246 di Zurigo, 277 di Atene, 983 sui mercati di Euronext (Francia, Belgio, Olanda e Portogallo), 2.362 a Londra.
Quanto alle Pmi, alla fine del 2009 le società quotate con capitalizzazione inferiore ai 300 milioni erano il 62%, meno dell’80% di Francia e Gran Bretagna o del 79% della Germania. E ancora: i fondi di investimento specializzati in Pmi italiane sono nove, contro i 61 della Francia e i 57 del Regno Unito.
Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana ritiene necessario «un forte impegno di sistema per supportare la crescita delle Pmi italiane, con azioni concrete volte a incentivare lo sviluppo di investitori istituzionali locali ad esse dedicati» e anche per «promuovere l’afflusso del pubblico risparmio sulle Pmi, stimolare le imprese a ricorrere al mercato dei capitali, consolidare l’attenzione del sistema bancario nei confronti delle società quotate».