Economia del Riuso: il mercato italiano – 3

Il mercato del riuso in Italia è un business di nicchia: in forte espansione e dalle grandi potenzialità, è ancora carente di un modello organizzativo in grado di valorizzare la filiera e rafforzarne la catena del valore

Mercato dell’usato

Nonostante l’assenza di un’organizzazione strutturata e di un modello di integrazione tra le varie componenti dell’economia del riuso, è possibile constatare quanto sia vitale e in crescita questo settore, e quanto spazio vi sia per una sua migliore valorizzazione.

Secondo i dati 2006 della Camera di Commercio, in Italia sono presenti un pò meno di 4.000 mercatini dell’usato, un comparto che impiega figure professionali diversi ai vari livelli della catena.

Questo canale, stando ai dati raccolti da Gianni Perbellini, presidente della Mercatino srl, rimette in circolo un quantitativo ragguardevole di beni di seconda mano che nel 55% dei casi sono in buone condizioni, cioè riutilizzabili.

Tra il 2004 e il 2009 il comparto del commercio dell’usato ha registrato un incremento di attività del 35,1%. Nel 2008 il volume d’affari ha toccato la cifra di 1 miliardo e 100 milioni di euro con un ruolo trainante esercitato dal settore mobili usati e antiquariato.

Nondimeno, una forte dinamicità ha contrassegnato anche il campo dei mercatini in conto terzi, ossia l’intermediazione del negoziante che mette a disposizione spazi espositivi per la compravendita. L’apice di questo fenomeno è rappresentato dallo sviluppo della Mercatino Franchising, azienda leader del settore in Europa dal 1995 che muove ogni anno in tutta Italia 1.945.000 metri cubi di oggetti usati.

Cresciuta ad un ritmo annuale del 10% la società di Verona, coi suoi 180 punti vendita e 1.250 addetti movimenta circa il 12% del fatturato del settore, corrispondente a più o meno 130.000.000 di euro di ricavi.
Sostenuto da una persistente domanda, il settore è però frenato nella sua capacità espansiva sia da impedimenti in fase di acquisizione sia dall’applicazione di un’aliquota IVA del 20%.

Secondo lo scenario d’analisi delineato da Perbellini nell’audizione alla Commissione Ambiente del Senato (2008), la presenza di isole ecologiche fondate sul riutilizzo, ove integrata all’attività conto terzi, consentirebbe di incrementare del 30% il volume delle merci vendute. Obbiettivo alla portata degli operatori che potrebbe essere facilitato dalla formazione di un Consorzio nazionale del Riutilizzo non ancora realizzato in Italia.