Polizze vita dormienti in prescrizione, indagine IVASS

L'istituto di vigilanza delle assicurazioni avvia un'indagine presso le compagnie per avere i dati sulle polizze vita dormienti: il modulo in arrivo, risposte entro il 31 maggio.

 

Assicurazione

Polizze vita dormienti, ovvero non liquidate ai beneficiari e giacciono presso le imprese assicurative: per quantificarle e verificare i processi adottati dalle compagnie assicurative per garantire il pagamento ai beneficiari, l’IVASS (vigilanza assicurazioni) ha avviato un’indagine nel settore predisponendo un apposito modulo da compilare. Il caso più frequente è il decesso dell’assicurato senza che i familiari siano a conoscenza dell’assicurazione vita stipulata, oppure di polizze di risparmio giunte a scadenza e non riscosse per vari motivi.

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La regola è che dopo dieci anni intervenga la prescrizione: a questo punto le somme giacenti vengono devolute dalle compagnie al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la CONSAP.

L’IVASS sottolinea però che «è importante assicurare che le somme frutto del risparmio e delle scelte previdenziali dei cittadini finiscano nelle mani dei beneficiari». Per arrivare a questo obiettivo, l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni da una parte ha avviato l’indagine conoscitiva presso il settore, per verificare appunto numeri e prassi, dall’altra sottolinea che sarebbero necessarie modifiche legislative.

L’unico strumento a disposizione di un cittadino per verificare se un familiare aveva stipulato una polizza è rappresentato dal servizio Ricerca coperture assicurative vita dell’ANIA. L’IVASS propone di fornire alle imprese assicurative l’accesso all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, prevedendo che debbano consultarla almeno una volta all’anno, per verificare i decessi degli assicurati e contattare i beneficiari. Viene citato l’esempio francese, che con questo sistema ha consento di far emergere 5 miliardi di euro relativi a polizze dormienti.

Alle imprese assicurative arriverà una lettera IVASS che richiede tutte le informazioni relative alle polizze vita dei rami I (le polizze vita), III (polizze vita legate al valore di fondi di investimenti, indici di mercato o altri sottostanti), e V (operazioni di capitalizzazione, stipulate in forma individuale e quelle che, anche se formalmente stipulate in forma collettiva, consistono di fatto in un’adesione individuale ad una convenzione quadro. Sono escluse le polizze collettive stipulate dal contraente in relazione a una collettività predefinita (esempio: il datore di lavoro). Le riposte devono arrivare entro il 31 maggio 2017, alla casella di posta elettronica dormienti2017@ivass.it.

Il modulo chiede i dati relative alle polizze con scadenza fra il 2012 e il 2016, con l’indicazione dell’importo assicurato iniziale per le polizze caso morte, e le somme valorizzate alla scadenza contrattuale per le altre tipologie.

Ci sono richieste particolari per le diverse tipologie di polizze:

  • caso morte: bisogna estrapolare i dati relativi alle polizze non liquidate per le quali, in assenza di denuncia di decesso, sia stata accertata in altro modo la permanenza in vita dell’assicurato dopo la scadenza (escludendo quindi che si tratti di polizze dormienti). Il criterio è che l’assenza di denuncia di decesso non è un elemento sufficiente, perché i familiari potrebbero non essere a conoscenza del contratto assicurativo e quindi non aver effettuato alcuna comunicazione. Fra gli strumenti a disposizione delle compagnie per effettuare questi controlli, si sottolinea l’incrocio di dati disponibili presso la stessa impresa assicuratrice, ad esempio relativi ad altre polizze stipulate dall’assicurato. Va anche segnalato se, per la sospensione dei pagamenti sia dovuta alla volontà dell’assicurato, accertata, o se invece possa essere determinata da un decesso.
  • Polizze vita o senza scadenza predefinita: se hanno durata inferiore a dieci anni, va indicato quante operazioni sono state effettuate dall’assicurato, o quali informazioni sono stati accertate direttamente. In ogni caso va segnalato quando la polizza copre un assicurato che ha più di 85 anni.

Infine, le imprese devono allegare una relazione, con la quale spiegano le eventuali procedure adottate per verificare che l’assicurato sia ancora in vita, per rintracciare i beneficiari in caso di decesso, la formulazione presente nel contratto per la designazione di beneficiari.

Fonte: IVASS

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