Lavoro e famiglia nei CCNLL: firmato Avviso Comune

Siglata l'intesa tra Ministero del Lavoro e parti sociali per la tutela dei lavoratori con famiglia nei contratti nazionali: orari flessibili e telelavoro dopo la maternità.

In tempo per l’8 Marzo, è stato firmato l’Avviso Comune tra Governo e sindacati sulla conciliazione lavoro e famiglia: obiettivo, inserire nei contratti nazionali regole precise su flessibilità nei turni e orari lavorativi e possibilità di telelavoro per dipendenti con figli e famiglia. L’accordo tra Ministero del Lavoro e parti sociali è «un passo in avanti nelle nostre relazioni industriali», ha dichiarato il Ministro Sacconi, che nei giorni scorsi aveva presentato le sue linee guia basate sulla flessibilità dei turni e sulla modulazione dell’orario di lavoro per le madri che lavorano.

Le tempistiche prevedono 90 giorni per definire misure che riassumano le migliori pratiche già oggi adottate da (poche) aziende virtuose: verranno tradotte in un sistema di regole da inserire nella contrattazione collettiva, soprattutto in quella di secondo livello.

Ma nello specifico di cosa si parla? Usufruire del congedo parentale in part-time da 6 a 12 mesi; promuovere il telelavoro al posto dei congedi parentali o facoltativi; creare una banche ore; gestione più attenta dei permessi; lavoro flessibile in caso di necessità (grave infermità di coniuge o parente stretto) e per madri e padri entro i primi 3 anni di vita del bambino. Altro punto, garantire il lavoro post-maternità alle stesse mansioni (o equivalenti), ripristinando la legge 188/2007 che vieta le dimissioni in bianco.

Le istituzioni hanno assunto anche l’impegno di rifinanziare alcune leggi e aggiungerne di nuove a sostegno lavoro femminile, soprattutto a favore dei part time lunghi. È il caso del finanziamento garantito dall’articolo 9 della legge 53/2000 sulle Misure a sostegno della flessibilità di orario: «15 milioni l’anno a partire dal 2011» ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi.

È importante sottolineare la possibilità di beneficiare della detassazione del 10% del salario di produttività in caso di modulazione degli orari e dei tempi di lavoro.

L’impegno è rivolto anche a infrastrutture e servizi, primo fra tutti il piano per gli asili nido per il 2011.

Tra i firmatari dell’accordo anche la Cgil, che si è però riservata una valutazione successiva: «ci siamo trovati di fronte a un documento radicalmente diverso da quello presentato la settimana scorsa e questo è merito del fatto che tutte le parti si sono esercitate nella riscrittura dei principi che devono far parte di un accordo sulla conciliazione». Così ha commentato il segretario confederale Serena Sorrentino, aggiungendo che «non c’é più il riferimento al voucher per i servizi e la flessibilità di orari viene definita sulla base della volontarietà del lavoratore e nel rispetto dei limiti previsti dai contratti».

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