Altro che ripresa economica: i 2 milioni di professionisti italiani hanno iniziato il 2010 all’insegna della crisi più nera, con un calo del fatturato previsto pari a -37% e con il 19% degli studi a rischio chiusura, sia per professionisti autonomi che per quelli impiegati, con contratti a tempo indeterminato, determinato, a progetto, di c.co.co. e così via.
Dati che rispecchiano le previsioni nere di settembre (300mila professionisti a rischio) sulle difficoltà avvertite in primo luogo da chi lavora per le Pmi, che non riescono ad essere compensate dai flussi di cassa derivanti dai privati, anch’essi in crisi.
Avvertono la crisi – e temono che questa situazione continuerà a perdurare per l’intero 2010, se non addirittura a peggiorare – l’Unione Consulenti del Lavoro, il Comitato Unico delle Professioni e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
Ancor più penalizzati i professionisti giovani, che non hanno ancora avuto il tempo di crearsi una clientela sufficientemente numerosa, e le donne, con un guadagno inferiore di 30-50% rispetto agli uomini. La diretta conseguenza è che sempre meno giovani neolaureati si lanciano nella sfida della libera professione.
sarebbe interessante capire quanto ha influito su queste previsioni di calo del fatturato il decreto Bersani sull’abolizione dei minimi tariffari.
nel mio campo (ingegneria per lavori pubblici) il ribasso medio sulle tariffe supera il 40% …
così non si può lavorare e soprattutto non si può garantire alla committenza un servizio adeguato.
;-(
Chissà come mai il governo liberale fissa i minimi per i professioniti ma non fa nulla per fissare dei minimi per i lavoratori dipendenti. C’è gente che lavora a 1000 euro al mese, non dimentichiamocelo, altro che minimi, avete voluto la concorrenza, godetevela
quello che non capisco, come mai la cassa geometri, non prende in considerazione che essendoci la crisi in atto, calcola il reddito prodotto ancora a paramentri (almeno per questo biennio), per il calcolo della pensione, cioè se non si raggiunge un certo valore iva l’anno viene si calcolato come annualita per la pensione, ma non viene calcolato sotto il profilo contribuitivo (non fà cumulo) assurdo nel mio caso per poche centinaio di euro – non ho ragiunto 8.000 euro circa – perdo l’anno contribuitivo- Ma la crisi dovè- allora non conta
E’ giusto parlare di concorrenza ma senza un tetto di minimo è diventata la guerra più subdola tra colleghi.
Per non parlare poi che se sei un giovane professionista (sono 3 anni che ho passato l’esame) fai fatica a trovare clientela ma con questa crisi è praticamente impossibile.
Ad Alex vorrei dire che è vero che c’è gente che guadagna 1000 al mese e riesce con difficoltà a vivere, ma se sei un giovane professionista a FINE MESE non è detto che hai incassato qualcosa ma i costi li hai sostenuti e quando incassi non è detto che facendo una media sia più di 1.000 euro anche per noi. Inoltre TUTTI come tutti i lavoratori autonomi se ti ammali sono solo problemi tuoi.
Gli ordini non fanno nulla per dare incarichi a chi ha appena iniziato e i soliti si spartiscono i lavori solo nel loro giro di conoscenze.