Sconcertanti gli ultimi dati sullo stato di salute delle Pmi del Nord d’Italia: la crisi sta realmente mietendo vittime. Da ottobre 2008 ad oggi, per esempio, si sono registrati ben 12 suicidi tra gli imprenditori del Veneto a seguito del fallimento delle proprie aziende.
Non riuscire a far fronte ai debiti o dover licenziare i dipendenti è per molti onesti manager di Pmi e piccoli imprenditori un peso troppo forte da sostenere, fino a portarli al suicidio.
Un dato allarmante che riguarda soprattutto il Nord Est e che nasconde un profondo malessere che già agli albori di questa crisi economica mondiale, nel 2008, ha iniziato a colpire le realtà più piccole anche in regioni da sempre ritenute tra le più fiorenti come il Veneto e la Lombardia.
Negli ultimi due anni, secondo i dati CISL, sono stati 42 mila imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi costretti a chiudere la propria attività.
L’anno scorso, in Italia sono stati dichiarati 9255 fallimenti, ossia +23% rispetto al 2008. Di queste aziende, il 75% prima della crisi aveva un fatturato inferiore a due milioni di euro. Proprio in Lombardia si è concentrato il maggior numero di chiusure (1963, +30% rispetto al 2008), seguita dal Veneto (880).
Per salvare le Pmi si deve applicare la contabilità delle “Fatture per cassa”.
Se non si vuole farlo totalmente per mantenere la tracciabilità delle fatture si può applicare l’IVA all’emissione del 5% e il rimanente 15% all’incasso.
Oggi le grandi imprese non pagano i fornitori per fare i loro investimenti. Anche lo Stato paga con grandi ritardi e le banche non con Basilea 2 non fanno crediti alle Pmi. Il risultato è che aumentano i fallimenti, la disoccupazione e nei casi più tristi …i suicidi delle persone moralmente ed eticamente oneste.
Una nuova risorsa online per contrastare il preoccupante e dilagante fenomeno del suicidio di Piccoli Imprenditori in Italia.