Pensioni ed Esodati: il piano Letta dopo la Riforma Fornero

Il Governo Letta programma una soluzione strutturale per Esodati e Pensioni, modificando la Riforma Pensioni Fornero: ecco le misure allo studio per evitare nuovi lavoratori senza sostegno economico e per favorire il pensionamento anticipato.

Governo Letta: i programmi per Esodati e Pensioni

Il Governo Letta si è appena insidiato e già si inizia a parlare di riforme strutturali per risolvere i più drammatici effetti collaterali del precedente governo Monti: nodo esodati e pensioni dopo la Riforma Fornero (leggi di più).

La notizia rappresenta un segnale di tempismo e pragmaticità, che comunque potrebbe sconvolgere nuovamente i milioni di lavoratori italiani.

Addio Riforma Fornero

In poche parole la Riforma Fornero, che pochi mesi è intervenuta sugli stessi temi con l’obiettivo di stabilizzare i conti e con la conseguenza di obbligare gli Italiani ad un doloroso innalzamento dell’età pensionabile, potrebbe essere presto smontata completamente.

Nel discorso di presentazione del programma di Governo, annunciato alla Camera dal neo Presidente del Consiglio Enrico Letta, si intuisce la necessità di individuare “una soluzione strutturale” della questione esodati con una sorta di “flessibilizzazione” delle nuove soglie anagrafiche di pensionamento.

Le novità sarebbero parte di un radicale disegno di Riforma del Welfare.

Nodo Esodati

Sul tema Esodati il premier Letta sembra muoversi in direzione di un pensionamento anticipato anche per «evitare la formazione di bacini estesi di lavoratori anziani», nei confronti dei quali, venendo messi alla porta dalle aziende, diventa «difficile la ricollocazione al lavoro».

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Pensioni

Riguardo alle pensioni l’idea è quella di prevedere «forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo al pensionamento con una penalizzazione proporzionale».

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In questo modo si estenderebbe una possibilità oggi appannaggio dei soli candidati alla pensione di anzianità. Nel dettaglio attualmente il taglio è dell’1% per ogni anno di anticipo, che cresce al 2% da quando si superano i due anni.