A poche ore dalla firma dell’intesa ABI-imprese-Ministero Economia, un nuovo accordo tra UniCredit e Confartigianato, CNA, Casartigiani e Confcommercio preannuncia nuove misure a sostegno delle Pmi a rischio chiusura: in arrivo 80 task force, che saranno attivate da qui a fine anno.
Le “unità di crisi” saranno composte da esperti UniCredit e da membri di associazioni e Confidi, dislocati su tutto il territorio italiano e a disposizione delle circa 10mila piccole e medie imprese in difficoltà a causa della crisi.
L’intesa con UniCredit Group integra il Progetto Impresa Italia e si prefigge di analizzare lo stato di sofferenza creditizia delle Pmi al fine di individuare la giusta ricetta per un rilancio sostenibile attraverso l’0fferta di soluzioni adatte.
I dettagli dell’intesa saranno resi noti dopo la pausa estiva da parte delle stesse Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e UniCredit Group, che presenteranno nella Capitale modalità di realizzazione dell’iniziativa.
Intanto, le stesse associazioni di categoria hanno espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto con ABI e Ministero dell’Economia, in relazione al congelamento dei debiti delle Pmi nei confronti delle banche: «gli interventi posti in essere attraverso l’Avviso Comune appaiono quanto mai opportuni per favorire l’equilibrio finanziario indispensabile in numerose imprese dell’artigianato e del commercio per contenere gli effetti dell’attuale ciclo economico e preparare al meglio le opportunità della ripresa».
Cosa c’è di concreto? Nulla
sono un piccolo imprenditore,e l’accordo che si è tenuto ieri,a sostegno delle pmi,mi sembra la cosa piu’ razionale e piu’ bella negli ultimi 30 anni. come piccole imprese siamo stati sempre bistrattati,,sia dallo stato centrale che dalle altre realta’ locali,regioni,comuni..è ora di fare qualcosa di concreto,nella speranza di aver gia’ toccato il fondo del barile.
De Martini
Mah, ho i miei dubbi che riusciremo a salvarci, tutti i fondi messi dallo stato e dai vari accordi di settore, guarda caso, non valgono mai per noi ditte individuali, io sono con l’acqua alla gola e sto per chiudere, e le banche non fano altro che minacciare vie legali, come se fossi io a non voler dare loro i soldi, finanziarie e associazioni di settore negano qualsiasi aiuto, quindi questi accordi e questi miliardi messi dallo stato dove vanno?
Lo stato centrale italiano (ministro dell’economia Tremonti) ha messo a disposizione delle banche svariati miliardi di euro, chi ne ha bisogno ne puo fare semplice richiesta e averli senza nessun inceppo burogratico.
Perchè lo stesso sistema non lo mettono a disposizione anche con le imprese che ne hanno bisogno? senza passare dalle banche, che non solo ci devi mettere a disposizione tutti i beni, ma persino le mutante.
Quando e se l’hai ottenuto un prestito ti fanno capire che ti hanno sempre fatto un piacere….. piacere ben pagato profumatamente (interessi e spese varie) ( guzzini autorizzati)
Noi imprenditori, alle banche (unico ente finanziatore in italia)stiamo chiedendo un prestito non un fondo perduto!!!!!!!con capitali che se metti a disposizione un milione di euro di beni te ne prestano 100.000.
colleghi cosa ne pensate???
Saluti e buona fortuna……. speriamo di farcela!!!!!!
Grazie alle banche e ai ritardi burocratici dello stato noi piccole imprese ci ritroviamo con l’acqua alla gola condivido tutti i miei colleghi speriamo davvero di farcela perchè comunque la nostra situazione e tutto un giro di guadagno per le banche e sopratutto per lo stato l’aiuto ipotetico che ci hanno offerto è servito solo ad impantanarci in un giro che va solo a loro favore.
A DISTANZA DI QUALCHE TEMPO POSSO DIRE CHE COME SEMPRE E TUTTA UNA BUFALA , NON TI DANNO CREDITO NEANCHE PER UN EURO ANZI SE TI RIESCONO A FAR FUORI E MEGLIO.
I SOLDI LI DANNO SONO A CHI GIA C’E’ LI HA CHI STA IN CRISI TI AIUTANO SOLO A CHIUDERE . PERO FINANZIAMENTI SENZA GARANZIE A SOCIETA’ DI CLAN CAMORRISTICI SENZA PROBLEMI. ALLORA DOBBIAMO DIVENTARE TUTTI CAMORRISTI PER AVERE QUALCHE ??????????
PS CLIENTE UNICREDIT FORMIA LT