Missione India: raggiunti tre accordi di cooperazione

Durante la prima giornata del Forum di Calcutta, Morandini ha annunciato il raggiungimento di tre accordi di cooperazione con le controparti indiane

Ha preso il via ufficialmente ieri, con un incontro a Calcutta dove sono stati firmati tre accordi di cooperazione, la missione del governo italiano in India.




Il viaggio nel territorio indiano sarà supportato da una serie di incontri B2B (business to business), e come annunciano Podda, presidente della Camera di Commercio indiana, e Morandini, presidente della Piccola industria di Confindustria, «abbiamo in programma oltre 2000 faccia a faccia nel giro dei prossimi giorni».


Lo stesso Morandini ha reso noto, nel corso della prima giornata del Forum che si tiene a Calcutta, la firma dei tre accordi di cooperazione, affermando che si tratta di «tre importanti accordi di collaborazione con le controparti indiane che testimoniano l’interesse delle imprese italiane verso questo mercato in fortissima espansione».


La prima intesa raggiunta riguarda un “memorandum of understanding” tra l’Upi (Unione parmense degli industriali) e Cifti (Confederation of Indian Food Trade & Industry). Si tratta di un processo di cooperazione volto allo sviluppo e al supporto del settore agroalimentare. La seconda riguarda, invece, il settore della lavorazione delle pelli ed è stata firmata dall’Ice (Istituto nazionale Commercio Estero), l’Assomac (Associazione nazionale costruttori macchine dell’area pelle) e il ministro dell’industria indiano.


L’ultimo accordo, infine, prevede l’assegnazione di una licenza da parte della società italiana Magaldi Power (che commercializza i sistemi di trasporto a secco delle ceneri da fondo caldaia) alla società indiana Dcips (DC industrial plant services LTD) per la vendita del sistema di riciclo delle ceneri delle centrali a carbone che sono utilizzate per la produzione di cemento.


Morandini ha aggiunto che le piccole e medie imprese devono investire nella regione del west Bengala e nelle zone economiche speciali (Sec), perchè, per quanto riguarda il Bengala, si tratta di una zona che offre notevoli opportunità per il manifatturiero ed ha un surplus nella produzione di energia, mentre nelle zone economiche speciali si possono ottenere agevolazioni fiscali e vantaggi sul costo degli investimenti e sull’acquisto dei terreni.

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