Sviluppare e sperimentare un modello formativo efficace per la rifocalizzazione delle competenze IT dei lavoratori senior attraverso un mix di lezioni in aula e di formazione a distanza: è questo l’obiettivo di Refocus, progetto transnazionale finanziato dalla Comunità Europea e coordinato dal Cetic (Centro di Ricerca per l’Economia e le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) dell’Università Carlo Cattaneo – Liuc.
La prima sperimentazione si è tenuta presso la sede romana di Elsag Datamat, dove si è svolto il Refocus Closing Day, giornata conclusiva della tappa romana del progetto, applicato all’interno dell’area tecnica dell’azienda, attraverso l’aggregazione di propri professional senior e un team di formatori.
Il percorso si è concentrato sulle tematiche della Soa (Service oriented architecture) per 24 lavoratori senior (tra i 40 e i 55 anni) nell’arco di 4 mesi, per un totale di 200 ore di formazione erogate per il 90% online.
Nei prossimi mesi l’attività di Refocus prevede l’attivazione di nuove aule e iniziative di sensibilizzazione sulle problematiche d’invecchiamento professionale, nelle quali saranno coinvolti referenti istituzionali in materia di lavoro e welfare, italiani e europei.
Il prossimo appuntamento è previsto per il 28 maggio, presso l’Università Carlo Cattaneo – Liuc di Castellanza, in provincia di Varese.
Che bella notizia!!!
Ho sempre pensato e sostenuto che “la storia siamo noi” (come dice il famoso Gianni Minoli). Non ha senso pensare che un “over cinquanta” non abbia più niente da dire. La “misera generazione del joystick” si è illusa di poterci accantonare, ma si è sbagliata di grosso, facendosi anche parecchio male. Fortunatamente, ci sono anche molti giovani in gamba, educati e rispettosi dell’esperienza di chi li ha preceduti, come abbiamo fatto noi a suo tempo. Ma “raccomandati, presuntuosi figli d’arte” hanno pensato di poterci mettere da parte, creando non pochi disagi a chi stava per concludere un ciclo importante della sua vita. Per loro, tutto era facile e noi rappresentavamo solo un passato ingombrante. Sono contento che ritorni il focus sull’esperienza dei senior, ed è bene che i più giovani se rendano conto, con un minimo di umiltà e rispetto, cercando di uscire dai “Call Center” dove si sono fatti ghettizzare con una laurea in tasca. Un tempo la professsionalità veniva rispettata. E adesso? Noi non competiamo con i giovani sull’utilizzo del mouse, il mouse è tutto loro. Noi siamo cresciuti all’ombra dei mainframe, e mi dispiace per chi non ha avuto questa opportunità. La generazione che si è nutrita di video giochi ejoystick dovrebbe rendersi conto che l’informatica, ad esempio, non è un gioco, e non significa essere nostalgici quando ricordiamo i tempi delle elaborazioni con le schede perforate, i nastri magnetici, i primi TP monitor, il TSO, il listato dei programmi, le memorie virtuali. Ma che ne sanno loro di tutte queste cose, che stanno alla base di ciò che circola oggi? Certo fanno parte della storia, ma quanto ci hanno formato?
Mi fa piacere che i giovani più saggi si siano resi conto che la sola massa di conoscenze non basta, occorre anche un po’ di esperienza, e noi la mettiamo a disposizione volentieri, nonostante i presuntuosi, la cui mamma è sempre incinta.
In bocca al lupo a tutti.
E che dire poi di quando si programmava con istruzioni tipo add A to B giving C, e si faceva un uso accorto ed appropriato di If … then … goto ? Adesso pur di non usarli (!) ci si attorciglia come un serpente su se stesso … Però si programma a oggetti, si usano i pattern, e poi dopo due mesi non ci si racapezza più su ciò che si è scritto! Quando ho iniziato a programmare io l’informatica veniva ‘fatta’ nei laboratori di ricerca e sviluppo, non negli uffici commerciali …. Saluti a tutti.
Perchè dici “si programmava” ?? Io tutt’ora uso quel linguaggio innominabile (magari un pochino più evoluto da allora) e la base dati non è mai stata così stabile e la manutenzione così semplice. Certo le nuove filosofie vanno conosciute, ma sempre per poter prendere da ciascuna il meglio che offre. Spero vivamente di poter a partecipare a queste iniziative molto interessanti.