APe Volontaria: cumulo a rischio

APe Volontaria, in attesa di accordi con le banche e istruzioni operative INPS, si aggiungono nuovi ostacoli: dubbi sul cumulo contributi, non previsto dal decreto attuativo.

L’APe Volontaria non parte: mancano ancora gli accordi con le banche e le assicurazioni e la circolare attuativa INPS. E, nell’attesa dell’avvio dell’anticipo pensionistico, emergono nuovi dubbi interpretativi sul decreto attuativo, ad esempio in materia di possibilità di effettuare il cumulo contributi.

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Attuazione

Per quanto riguarda l’iter attuativo, gli accordi con le banche sembrano essere in dirittura d’arrivo. Lo ha dichiarato Giovanni Sabatini, direttore generale ABI, in sede di audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra 2018:

«siamo pronti con il testo della convenzione in modo da firmarla entro i 30 giorni previsti».

Il riferimento è al calendario previsto dal Dpcm 150/2017 sugli accordi quadro con banche e assicurazioni: il provvedimento è in vigore dal 17 ottobre scorso, quindi gli accordi dovrebbero essere pronti per il 17 novembre.

=> APe volontaria: elenco banche entro il 17 novembre

Le parole di Sabatini sembrano confermare il rispetto di questa tempistica, pur con una serie di annotazioni di prudenza:

«strutturare i processi interni delle banche per essere pronti a offrire il prodotto» in mancanza del decreto, che è arrivato con molto ritardo, era difficile. Comunque sia, «abbiamo seguito i lavori passo passo e siamo pronti con il testo della convenzione».

Comunque sia, dopo l’accordo sarà necessario aspettare  la circolare attuativa INPS: anche prevedendo tempi molto stretti (i provvedimenti INPS su APe social e pensione anticipata precoci arrivarono subito dopo i decreti), considerando i tempi tecnici per presentare le domande e lavorarle, di fatto l’APe non partirà prima del 2018.

La buona notizia è che la Legge di Stabilità 2018 prevede un anno in più di applicazione della misura, che dunque non terminerà nel 2018 ma sarà utilizzabile fino al 31 dicembre 2019.

=> Legge di Bilancio in Senato: APe fino al 2019

E veniamo alla questione del cumulo: il decreto attuativo non prevede esplicitamente la possibilità di utilizzare il cumulo dei contributi per raggiungere il requisito dei 20 anni di versamenti necessario per il diritto all’APe volontaria. Si tratta di un dato rilevante, perché nel caso invece dell’APe sociale e della pensione anticipata precoci erano stati propri i decreti attuativi a prevedere questa possibilità. Esiste la possibilità che la questione venga definitivamente risolta dai provvedimenti di prassi, ma nel frattempo non c’è nessun testo normativo che esplicita questa possibilità.

Ricordiamo che i professionisti iscritti alle casse private sono comunque esclusi dall’APe, ma senza la possibilità di cumulo contributi non sarebbe possibile nemmeno unificare i versamenti alle diverse gestioni INPS. Quindi, per esempio, un lavoratore che ha 15 anni nella gestione dei dipendenti pubblici e altri 15 anni di versamento di contributi alla gestione separata, pur avendo 30 anni di contributi non potrebbe accedere all’APe volontaria.

Per approfondimenti: Audizione ABI

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