APE Volontaria, decreto in stallo

Passi avanti sul fronte accordi con banche e assicurazioni per l'APe Volontaria, ma ancora niente decreto attuativo né approvazione dalla Corte dei Conti: senza istruzioni INPS per la domanda, slitta tutto al 2018.

L’APe Volontaria non decolla, a meno di un’accelerazione improvvisa non sarà utilizzabile fino al 2018. Il decreto attuativo sull’anticipo pensionistico, firmato dal premier a settembre (da oltre un mese) attende il via libera della Corte dei Conti. Dopo l’attesa pubblicazione in gazzetta Ufficiale, saranno comunque necessari ulteriori passaggi: la firma degli accordi quadro con le banche e le assicurazioni (manca ancora la definizione del pricing), il documento di prassi con le istruzioni INPS. Poi, partiranno le procedure di domanda, che dovranno necessariamente prevedere una finestra adeguata per consentire agli aventi diritto di valutare la situazione e presentare le istanze. Risultato: è praticamente certo che prima del 2018 non si riuscirà a far partire una misura prevista in via sperimentale per soli due anni, il 2017 e il 2018.

=> APe Volontaria, il testo (da confermare) del decreto

La misura

L’APe Volontaria istituita dalla Legge di Bilancio 2017 (commi 166 e seguenti) è un anticipo pensionistico poi restituito nel momento in cui si matura l’assegno previdenziale, con rate ventennali. I requisiti per l’accesso: 63 anni di età, 20 anni di contributi, al massimo tre anni e sette mesi dalla maturazione della pensione di vecchiaia, un assegno già maturato al momento in cui si presenta la richiesta pari ad almeno 1,4 volte il minimo (circa 702 euro al mese).

I nodi

E’ dall’estate scorsa che il Governo definisce imminente la pubblicazione del decreto attuativo, che in effetti è stato firmato dal premier Gentiloni  il 4 settembre. Evidentemente, ci sono ancora scogli da superare. Non è chiaro quali siano i motivi che hanno determinato il rallentamento seguito alla firma del decreto. Sicuramente c’è la questione degli accordi con le banche: l’anticipo pensionistico viene erogato dall’INPS, ma è infatti finanziato dal sistema finanziario. Il ministero deve emettere a punto una convenzione con l’ABI per definire le caratteristiche del prestito (complete di tassi e di tutti gli elementi che compongono il costo del finanziamento), e con le compagnie di assicurazione aderenti ad ANIA (per la polizza che copre il rischio di premorienza). Su questo fronte, almeno, i lavori stanno proseguendo e in base alle indiscrezioni si registrano dei passi avanti.

=> Niente APe ai cattivi pagatori

La decorrenza

La norma prevede il diritto all’APe Volontaria dallo scorso primo maggio 2017. Il decreto attuativo (se confermato nella sua originaria formulazione, ancora non ufficiale) prevede la possibilità di chiedere la retroattività. Significa che, quando partirà la possibilità di presentare domanda, sarà possibile chiedere il trattamento con scadenza retroattiva, a partire dallo scorso primo maggio, incassando gli arretrati e calcolando di conseguenza le rate di restituzione. Resta il fatto che si stanno accumulando ritardi su quella che di fatto è una delle misure fondamentali inserite nella Riforma Pensioni 2017.

Altre novità

 

Ricordiamo che sono invece (davvero) imminenti altre due scadenze di attuazione delle novità normative 2017 in materia di flessibilità in uscita. Entro il 15 ottobre l’INPS comunicherà l’esito del monitoraggio sulle domande di APe Sociale e pensione anticipata precoci, in base alle risorse disponibili (non si esclude che vengano accolte tutte quelle presentate da coloro che possiedono i requisiti). Ed è ormai vicina la pubblicazione del documento di prassi INPS che consentirà anche ai professionisti che hanno versato contributi alle casse previdenziali private di utilizzare il cumulo contributi (fino ad ora, partito solo per le gestioni INPS) per i periodi non coincidenti versati presso altre casse.

=> APe e precoci in attesa di graduatoria INPS

=> Cumulo contributi professionisti al via

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