Riforma Pensioni, modifiche all’APe Sociale

Trattativa Riforma Pensioni: APE Sociale anche per disoccupati che accettano contratti a termine o non hanno accesso agli ammortizzatori.

Inizia la fase due della trattative Governo sindacati sulla Riforma Pensioni, ma il tavolo riprende anche i punti critici dell’attuazione dell’APE Sociale, con chiarimenti sull’accesso per i disoccupati e regole più flessibili per gli edili. Al Ministero del Lavoro sono ripresi il 4 luglio gli incontri con Cgil, Cisl e Uil, che esprimono fiducia nella possibilità di trovare un accordo sui temi relativi all’APE Sociale.

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Per quanto riguarda i disoccupati, si punta a modificare l’attuale testo consentendo l’accesso anche a coloro che, dopo aver terminato la NASPI da almeno tre mesi, hanno accettato contratti a termine superiori ai sei mesi, restando sotto gli 8mila euro annui. In realtà, questi lavoratori al momento sono esclusi perché, in virtù del contratto a termine hanno perduto lo status di disoccupati. Significa però penalizzare disoccupati che, dopo essere rimasti senza lavoro, hanno avuto periodi di attività lavorativa. La modifica consentirebbe di superare questo paletto, regolamentando meglio questa fattispecie.

Un’altra questione riguarda i lavoratori licenziati che non hanno maturato la NASpI (13 settimane contributive nell’ultimo quadriennio e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno di lavoro): si chiede un’estensione dell’indennità a coloro che non hanno la disoccupazione, che dall’attuale norma sono penalizzati due volte (non percepiscono né ammortizzatori sociali né APE).

I sindacati chiedono anche l’estensione dell’APE Sociale a coloro che perdono involontariamente il lavoro per scadenza del contratto a termine, ma su questo punto il negoziato non registra passi avanti. L’ostacolo resta la volontà di non consentire il ricorso a contratti a termine per avere accesso all’APE o alla pensione anticipata precoci.

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Infine, sul tavolo la questione dei lavoratori dell’edilizia, che svolgono mansioni gravose ma hanno attività spesso discontinue, che anche dopo l’introduzione della franchigia di 12 mesi non riescono ad avere il requisito dei sei anni continuativi. Si studia un accordo fra INPS e Cassa Edile, per semplificare l’accesso e la ricostruzione della pratiche. Difficile che si trovi un accordo su ulteriore flessibilità nei requisiti di accesso o slittamento della data entro la quale bisogna fare domanda, il prossimo 15 luglio.

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Non è chiaro in quale modo eventuali modifiche alla Riforma impatterebbero sul 2017, visto che manca poco tempo al termine di presentazione delle domande.

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