Pensione invalidi, verso requisiti ridotti

Parere positivo a due ordini del giorno che chiedono pensione anticipata dei lavoratori con invalidità fra il 46% e il 74% e persone affette da emofilia.

La manovra bis contiene diverse novità in materia di Riforma Pensioni e non solo: ci sono anche due ordini del giorno che impegnano il Governo a rendere più flessibili, in futuro, i paletti per l’accesso alla pensione anticipata per i lavori con invalidità. Era una delle richiesta dei sindacati nell’ambito della trattative sulle pensioni in corso con il Governo, che non ha per ora trovato spazio nelle normative in vigore.

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In particolare in sede di discussione della legge di conversione in commissione al Senato (in aula c’è stato solo un passaggio molto veloce, con voto su un maxiemendamento), è stato approvato dal Governo un emendamento a firma Nicoletta Favero, che chiede un’agevolazione pensionistica per gli invalidi fra il 46 e il 74%.

La richiesta all’esecutivo, che ha dato parere favorevole, è quella di:

«valutare l’opportunità di riconoscere ai suddetti lavoratori, a loro richiesta, il diritto all’accesso al trattamento pensionistico in presenza di un’anzianità anagrafica che tenga conto della loro invalidità e delle difficoltà che incontrano progressivamente, con il trascorrere degli anni, nello svolgimento dell’attività lavorativa».

Analoga richiesta è stata presentata per le persone malate di emofilia. Si tratta di categorie di lavoratori che sono state particolarmente penalizzate dall’innalzamento dell’età pensionabile previsto dalla Riforma di fine 2011, proprio perché «dopo tanti anni di lavoro risentono in maggior misura rispetto agli altri lavoratori dello sforzo e dell’impegno dovuti nello svolgimento dell’attività lavorativa» e «improvvisamente hanno visto allontanarsi l’età pensionabile di alcuni anni».

Ricordiamo che nella Riforma Pensioni per i lavoratori con invalidità è prevista la possibilità di accedere all’APe social e alla pensione anticipata precoci, in presenza di un grado di invalidità superiore al 74. Nel caso dell’APe social ci vogliono 30 anni di contributi, per l’accesso alla pensione anticipata precoci gli anni di contributi sono 41.In entrambi i casi, ci vogliono poi altri requisiti specifici (fra i quali, i 63 anni di età per l’APe social, un anno di contributi versati entro i 19 anni per la pensione anticipata precoci).

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