Aree Crisi Industriale, proroga fondi

Assegnate nuove risorse alle Regioni per la proroga della CIGS alle imprese che operano nelle Aree Crisi Industriale Complessa: vincoli e requisiti.

Pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro il Decreto interministeriale n. 1/2016, emanato di concerto con il Ministero dell’Economia con il quale vengono assegnati nuovi fondi per la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale – CIGS – alle imprese che operano nelle Aree Crisi Industriale Complessa, riconosciuta alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 185/16.

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Le nuove risorse finanziarie sono state assegnate a 11 Regioni per la concessione di un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, per il 2016 e fino al limite massimo di 12 mesi, alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa. In presenza di un accordo sottoscritto nell’anno 2016, con domanda e inizio della sospensione o riduzione di orario sempre nel 2016, è possibile che il trattamento vada oltre il 31 dicembre 2016, purché venga rispettato il limite di spesa complessivo e quello defini­to dalle risorse assegnate a ogni singola Regione.

I fondi, per un totale di circa 170 milioni di euro sono stati destinati alle Regioni Lazio, Puglia, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Molise, Marche, Abruzzo, Sardegna, Liguria e Umbria secondo la seguente ripartizione:

  • Lazio 26.000.000 euro;
  • Puglia 25.000.000 euro;
  • Toscana 16.000.000 euro;
  • Friuli Venezia Giulia 20.000.000 euro;
  • Sicilia 31.000.000 euro;
  • Molise 6.589.440 euro;
  • Marche 5.000.000 euro;
  • Abruzzo 7.720.000 euro;
  • Sardegna 970.000 euro;
  • Liguria 22.502.400 euro;
  • Umbria 9.000.000 di euro.

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L’accesso alla proroga è consentito alle sole aziende che presentino un piano di recupero aziendale con specifici percorsi di politiche attive del lavoro concordate con la Regione finalizzate a dare occupazione ai lavoratori che non possano ricorrere al trattamento di integrazione salariale straordinaria secondo la normativa vigente.

Fonte: Gazzetta Ufficiale.

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