UE: l’open source costa meno

Secondo uno studio condotto dall'Unione Europea, l'utilizzo di strumenti open source potrebbe ridurre i costi di gestione nelle aziende

Ridurre i costi totali di gestione: è questo l’obiettivo che le imprese si pongono con il nuovo anno. A tal proposito, secondo uno studio condotto dall’Unione Europea a fine anno, riguardante l’impatto economico dell’open source sull’innovazione e la competitività del settore ICT in Europa, l’uso dei software open source potrebbe permettere alle aziende di risparmiare denaro.



L’indagine ha puntato lo sguardo al ruolo dell’open source nell’economia, al suo impatto diretto e ha concluso con i trend, gli scenari e le strategie di gestione.Gli autori dello studio, rappresentanti di diverse Università Europee, hanno analizzato sei organizzazioni pubbliche e private mentre si muovevano verso le soluzioni open source (in particolare da Microsoft Office a OpenOffice): al momento della migrazione i costi risultavano elevati e anche alcuni software open source si dimostravano più cari rispetto alle soluzioni proprietarie, ma considerando i costi annuali, questi erano più bassi in 5 casi su 6.


L’analisi si è conclusa con un monito da parte del Consiglio Europeo: supportare gli strumenti open source. L’Unione Europea lo ha già fatto e lo sta facendo anche ora, attraverso finanziamenti e progetti a sostegno dei software liberi.

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