APe Volontaria, calcolo 3 anni e 7 mesi

Il decreto attuativo dell'APE volontaria dovrà chiarire come si calcola il requisito dei tre anni e sette mesi al massimo dalla pensione e cosa succede in caso di adeguamenti alle speranze di vita dell'età pensionabile.

Sono un’insegnante nata ad agosto 1955. Vorrei sapere se, una volta usciti in G.U. i decreti attuativi per l’APe Volontaria, potrò farne richiesta. Ho più di 20 anni di contributi e a settembre 2018 avrò già compiuto 63 anni. Non ho chiaro come si conteggiano i tre anni e sette mesi dall’età pensionabile. Qualcuno mi ha detto che posso fare richiesta, dal momento che entro dicembre 2018 il requisito anagrafico è di 66 anni e sette mesi, qualcun altro che il calcolo parte invece dal primo settembre 2022, quando maturerei secondo le leggi vigenti, l’età effettiva per la pensione di vecchiaia. In questo caso non mi basterebbero tre anni e sette mesi. Potete chiarirmi questo aspetto?

Domanda di: Annalaura C.

Premesso che, come lei giustamente rileva, bisogna aspettare il decreto attuativo sull’APe volontaria (che chiarirà definitivamente questo aspetto), con ogni probabilità i tre anni e sette mesi si calcolano in base all’età pensionabile prevista nel momento in cui viene inoltrata la domanda. Dunque, lei avrà i requisiti per chiedere l’APe volontaria nel settembre 2018: l’età pensionabile in base alla quale effettuare il calcolo sono i 66 anni e sette mesi (requisito 2017 e 2018).

=>APE Volontaria, il testo (non ufficiale) del decreto

Ripeto: per ora è solo un’anticipazione, ma rappresenta anche l’interpretazione più sensata del dettato normativo, che altrimenti dovrebbe prevede un calcolo sulla base di un requisito non ancora certo (nel 2019 dovrebbe scattare il nuovo adeguamento alle aspettative di vita, che però non è quantificabile con certezza fino a quel momento, tenendo anche presente che c’è proprio su questo punto una trattativa in corso fra Governo e sindacati).

È vero che, nel momento in cui scattasse il nuovo adeguamento, si allungherebbe il periodo di APe volontaria, che invece la legge ancora fissa a un tetto massimo di 3 anni e sette mesi.

La soluzione che si ipotizza è quella di un adeguamento in corsa della durata dell’anticipo pensionistico e della relativa consistenza del prestito. Quindi, per continuare con l’esempio relativo al suo caso, se lei nel 2019 sta già prendendo l’APe e aumenta il requisito, di fatto si allungherà il periodo in cui lei percepirà il beneficio, e verranno ricalcolate le rate di restituzione (quindi più alte di quelle originariamente comunicate).

Sul modo esatto in cui la eventuale rimodulazione di importi e rate verrà prevista è comunque bene aspettare il decreto attuativo. Che noi ci impegniamo sin d’ora ad analizzare in tutte le sue parti, fornendo certamente tutti i dettagli relativi al requisito dei tre anni e sette mesi.

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