Maternità e congedi in gestione separata

Guida ai permessi e congedi spettanti alle lavoratrici in maternità che versano i contributi alla gestione separata INPS: quadro normativo, novità del Jobs Act e requisiti minimi.

Mia moglie è iscritta alla gestione separata INPS come dipendente a progetto. In caso di parto, a quanti mesi ha diritto per maternità e per congedo parentale?

Domanda di: Raffaele S.

Sua moglie in gestione separata INPS ha diritto a un periodo di congedo di maternità uguale a quello previsto per le lavoratrici dipendenti, quindi pari cinque mesi, di cui tre dopo il parto. L’indennità è pari all’80% della retribuzione (indennità giornaliera pari all’80% di 1/356esimo del reddito). Contrariamente a quanto avviene per i lavoratori dipendenti, ai quali la maternità è pagata dall’azienda, nel caso degli iscritti alla gestione separata il trattamento è versato direttamente dall’istituto di previdenza INPS.

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Attenzione: l’indennità spetta se la lavoratrice, nei 12 mesi precedenti al congedo di maternità, ha versato almeno tre mensilità di contribuzione comprensiva dell’aliquota maggiorata. Il diritto spetta anche se il datore di lavoro non ha provveduto a versare i contributi all’istituto previdenziale. Il riferimento legislativo è l’articolo 64 de dlgs 151/2001, come modificato dal Jobs Act.

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C’è anche il diritto al congedo parentale che la recente legge su smart working e lavoro autonomo (legge 81/2017) ha portato a sei mesi, utilizzabili entro i primi tre anni di vita del bambino (prima erano tre mesi, da utilizzare nel primo anno di vita del figlio). In questo caso, l’indennità è pari al 30% dell’ultima retribuzione.

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