Ferie non godute tassate in busta paga

Sulle ferie non godute si applica comunque una trattenuta INPS in veste di contribuzione obbligatoria: il rimborso in busta paga si ottiene solo al momento della fruizione effettiva.

Io e miei colleghi abbiamo accumulato molti giorni di ferie, che ci siamo visti tassare in busta paga, con relativa decurtazione rispetto all’abituale netto. Non parliamo di imposizione fiscale su eventuale indennità sostitutiva per ferie non godute, ma di applicazione d’imposta sui giorni di ferie arretrate.
Abbiamo inteso bene? È comunque corretta questa procedura? Recupereremo quanto tassato una volta consumate tali ferie?

Domanda di: A.F.

La procedura è corretta, fatto salvo il conteggio dei contributi sulle ore di ferie non godute che non ho modo di verificare. La normativa attualmente in vigore in materia di ferie (D.Lgs. 66/2003) prevede che ogni lavoratore goda di almeno 4 settimane di ferie per ogni anno di servizio. Di queste settimane, almeno 2 devono essere fatte nell’anno di maturazione mentre le restanti possono essere godute nei 18 mesi successivi al medesimo anno.

Per comprendere meglio faccio l’esempio che probabilmente riguarda il lettore (2014): due settimane da fare obbligatoriamente nel 2014 e le restanti entro il 30.06.2016. Queste 4 settimane, a differenza dei giorni ulteriori eventualmente previsti dalla contrattazione di riferimento, non possono essere monetizzate, se non nell’ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro. A questo obbligo di Legge l’Inps ha fatto seguire l’obbligazione contributiva. Il significato pratico trasmesso dall’Istituto previdenziale è il seguente: il lavoratore dovrebbe aver esaurito le ferie del 2014 come previsto dalla normativa e, se non lo ha fatto, deve quantomeno pagare i contributi.

Posso però tranquillizzare il lettore sul fatto che se ha subito maggiori trattenute per questa ragione, nel momento in cui godrà effettivamente del periodo feriale si vedrà restituire i contributi anticipati ottenendo così un netto in busta più alto del previsto (che compensa esattamente le maggiori trattenute precedentemente subite).

Michele Bolpagni - Consulente del Lavoro    

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