Rischio fallimento e permessi non goduti

In caso di fallimento, la garanzia INPS copre solo TFR e ultime tre mensilità: i permessi non goduti rientrano comunque nell'aria di privilegio tra i crediti vantati del dipendente.

L’azienda per cui lavoro a tempo indeterminato è sull’orlo della chiusura, ho accumulato molte ore tra permessi/rol ed ex festività. In caso di fallimento, diverranno crediti come gli stipendi non retribuiti o andranno perse?

Domanda di: Matteo M.

In ipotesi di fallimento del datore di lavoro, l’indennità sostitutiva dei permessi maturati ma non goduti (permessi Rol, ex festività o comunque siano denominati) rientra nell’area del privilegio di cui all’art. 2751 bis, n.1, esattamente come le retribuzioni non corrisposte.

È opportuno ricordare che, purtroppo, il fondo di garanzia dell’INPS copre solo il TFR e le ultime tre mensilità (fino al massimale CIGS). Pertanto, laddove il fallimento risulti incapiente, l’indennità in questione andrà persa.

In tale eventualità suggerisco di chiedere al datore di lavoro che “riaprirà con altro nome a settembre” e se le proporrà una nuova assunzione, di riconoscere un emolumento periodico nelle future buste paga che vada a coprire il credito accumulato nel precedente rapporto di lavoro. Non si può imporre questa soluzione all’azienda neo costituita, ma se tengono alla professionalità dimostrata dal dipendente, potrebbero accoglierla.

Michele Bolpagni – Consulente del lavoro

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