Tassazione IRPEF e calcolo NASPI

Calcolo importo NASPI al netto delle aliquote IRPEF per scaglione di reddito e delle detrazioni spettanti, con eventuale rimborso a conguaglio in caso di rientro nella "no tax area".

Ho appena richiesto la NASPI: facendo una simulazione, dovrei percepire un contributo totale di euro 11.648,59 in 55 settimane, con primo accredito mensile di euro a 1.026,9.
Il simulatore, tuttavia, riporta l’annotazione che ogni contributo mensile indicato è “inteso al lordo del prelievo IRPEF”.

Pertanto, il primo contributo mensile sarà pari ad euro 1.026,99 oppure è pari ad euro 1.026,99 – 23% IRPEF + detrazione fiscale?
E ancora: se dovessi richiedere la NASPI in un’unica soluzione per la mia attività autonoma, il valore di 11.648,59 di quanto sarebbe decurtato tenendo conto dell’IRPEF? E quale aliquota IRPEF viene assegnata? Infine, se con il conguaglio IRPEF di fine anno non supererò l’aliquota applicata sul totale NASPI, avrò diritto ad un rimborso della somma versata in eccedenza?

Domanda di: Giuseppe S.

La NASPI è una indennità di disoccupazione che, nel momento in cui viene erogata, per sua natura va a produrre un reddito considerato alla stessa stregua di quello da lavoro. Nel caso specifico, se il contributo mensile indicato è stato considerato “al lordo delle ritenute IRPEF” vuol dire che queste, ed anche le relative detrazioni, non sono state ancora applicate. Le aliquote IRPEF vengono applicate al reddito di volta in volta prodotto andando a formare il reddito complessivo, di cui fanno parte varie componenti.

In relazione alla specifica domanda, in essa si fa riferimento ad un reddito da lavoro che andrebbe tassato, se rimanesse solo questo, al 23% secondo la prima aliquota IRPEF, che va da 0 a 15.000 euro annui, quindi la risposta alla sua prima parte di domanda è: sì, viene applicata un’aliquota IRPEF al 23% qualora questo reddito venga prodotto nello stesso anno d’imposta.

Ovviamente, qualora durante l’anno si percepisca un ulteriore reddito, tale scaglione di riferimento potrebbe essere scavalcato andando così a cambiare la percentuale da applicare che potrebbe diventare quella successiva, cioè del 27% che va da 15.001 a 28.000 euro annui, e così via se si superano altri scaglioni di reddito. Infine, si ha una restituzione delle quota delle tasse pagate solo se non viene superata la famosa soglia della “no tax area”, cioè si è considerati esentasse e, quindi, si ha diritto alla restituzione delle stesse ancorché non dovute.

Greta Rosatelli - Esperto fiscalista

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