Dl Lavoro, emendamenti su contratti a termine e apprendistato

Dl Lavoro in commissione alla Camera con 376 emendamenti, verso la riduzione dei rinnovi nel contratto a termine: le proposte di modifica e l'iter.

Tra i 376 emendamenti al Decreto Lavoro presentati in commissione alla Camera, spiccano quelli che richiedono meno proroghe e diritto di precedenza in caso di nuove assunzioni nei contratti a termine e quelli per il ritorno alla formazione pubblica obbligatoria e a nuove quote minime di stabilizzazione per l’apprendistato. Nessuna proposta è giunta dai relatori, mentre il Governo si è fermo su un solo punto: i 36 mesi per l’applicazione dei contratti a termine senza causale.

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Contratti a termine

Il Pd propone la riduzione a massimo 5 proroghe per un contratto a termine nell’arco dei 36 mesi (invece di 8). Si tratta di una delle modifiche più probabili, con apertura da Nuovo Centro Destra e Governo. Più in salita la strada per l’altra proposta Pd di introdurre un diritto di precedenza nelle assunzioni per chi ha lavorato almeno per sei mesi a termine nella stessa azienda.

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Apprendistato

Si registra il ritorno all’obbligatorietà della formazione pubblica nell’apprendistato professionale (eliminata dal decreto) ma con maggior flessibilità: se la Regione (che mette a punto i programmi) non comunica all’azienda l’offerta formativa nell’arco di 45 giorni, l’obbligo decade automaticamente. Per quanto riguarda invece la quota minima di apprendisti assunti, fissata al 5% dalla precedente normativa ed ora abolita dal decreto, il Pd chiede una soglia al 20%. Infine, si richiede l’obbligo di forma scritta del piano formativo individuale.

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In generale, si pensa a un periodo cuscinetto per armonizzare vecchi e nuovi contratti. Da segnalare anche un emendamento che permette l’inizio dell’apprendistato agli studenti di quarta e quinta superiore, anche se non hanno ancora compiuto 18 anni.

Approvazioni

L’iter parlamentare del Dl 34/2014 è comunque ancora lungo: il dibattito in commissione prosegue, il testo è atteso alla Camera dopo Pasqua. Dopo l’approvazione di Montecitorio dovrà passare al vaglio del Senato. Il DL è in vigore dal 21 marzo, per cui la legge di conversione deve essere approvata entro il 21 maggio. Il Decreto Lavoro è un primo step del più ampio Jobs Act, la riforma avviata da Renzi che prevede anche un Ddl con cinque deleghe al Governo, fra cui la riforma di contratti e ammortizzatori sociali. Inanto, venerdì 17 aprile il Governo emanerà il decreto che porterà l’aumento nelle buste paga dei lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 25mila euro.

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