Come funziona il Mix Mezzanino

Uno strumento di finanziamento che risponde alle esigenze delle PMI che vogliono puntare alla ricerca e sviluppo o investire sul Web

Il mix mezzanino è una forma di finanziamento a medio termine, utile per le aziende che intendono sostenere investimenti il cui payback period non è previsto per l’immediato futuro. È il caso degli investimenti per il web, dove il ritorno dell’investimento può aversi nell’arco di un paio d’anni.

La caratteristica di questo tipo di finanziamento è che prevede un meccanismo di rimborso differente rispetto al prestito tradizionale. Una parte viene infatti restituita alla fine del ciclo di vita dell’investimento, maggiorati di un “quid” calcolato in base all’andamento nel tempo dell’impresa.

A poter usufruire del Mix sono tutte le società di capitali costituite in forma di S.p.a. o di S.r.l., che possono così ridurre i flussi di cassa negativi rafforzando la struttura del passivo. Questo a patto di aver eseguito un’attenta pianificazione economico-finanziaria.

Riveste un’importanza primaria la stesura del business plan, indispensabile per mettere in luce la capacità dell’azienda di generare reddito, di rimborsare il capitale di prestito o debito, valutare il ROI e considerare altri indici di bilancio.

Per questo oltre all’azienda e alla banca sono coinvolte spesso società di consulenza specializzate nella realizzazione di business plan. Un ulteriore soggetto che prende parte all’operazione è un (o più) confido che svolge il ruolo di garante.

Il business plan dev’essere accompagnato da due diligence e covenants di bilancio imposti dalla banca e dal soggetto garante. Non rispettare covenants e diligence comporta la decadenza del beneficio del termine, ovvero la posticipazione della restituzione del capitale, che la banca può richiedere anche con decorrenza immediata.

Il due diligence è il processo di acquisizione dei dati aziendali utili per valutare gli elementi di criticità dell’impresa, al fine di compiere un’analisi preventiva dei rischi correlati ad operazioni come acquisizioni e fusioni.

I covenant creditizi rappresentano invece un’innovazione nei contratti di finanziamento a medio-lungo termine destinati a finalità di tipo produttivo o commerciale. Si tratta di clausole concordate in fase di definizione contrattuale che riconoscono al finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito nel caso di violazione delle condizioni stabilite.

Con i covenant è quindi possbile collegare le performance economico-finanziarie del cliente ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.). Risulta quindi fondamentale che le informazioni su cui si basano queste clausole siano veritiere e condivise tra le parti.

Tra queste informazioni un ruolo primario è rivestito dal ROI (Return On Investiment), che misura la redditività del capitale investito dell’impresa, sia quello portato a titolo di rischio sia quello sottoforma di debito in prestito. Le componenti a cui si riferisce il ROI appartengono alla gestione operativa o tipica, e l’indice è uguale al rapporto il reddito operativo e il capitale investito.