I virtual workspace sono uffici digitali supportati da software e applicazioni professionali, all’interno dei quali gruppi di lavoro costituiti da collaboratori, clienti, fornitori o partner di una società condividono e si scambiano informazioni e documenti. Una sorta di iGoogle ad uso business, per intenderci.
Queste realtà rappresentano l’evoluzione delle Intranet aziendali, piattaforme informative tendenzialmente statiche e unidirezionali, ormai superate dalle logiche dell’Enteprise 2.0, filosofia che favorisce modelli organizzativi e gestionali basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione e condivisione della conoscenza e lo sviluppo di reti sociali.
L’evoluzione dei virtual workplace rispetto alle Intranet è duplice: da un lato è tecnologica, valorizzando ancor di più il ruolo delle ICT per innescare il cambiamento e l’aumento dell’efficienza; dall’altro, si tratta ovviamente di una evoluzione concettuale, ancora più profonda, che tocca la cultura d’impresa.
I virtual workspace sono costruiti intorno alle necessità del singolo individuo, con lo scopo di creare a suo vantaggio un ambiente di lavoro completo e in grado di supportarlo al massimo nella comunicazione con altri collaboratori, nell’utilizzo dei servizi aziendali e più in generale nell’operatività.I vantaggi sono indiscussi:
Come si intuisce sono le aziende di una certa dimensione – con un certo numero di collaboratori, soprattutto ad alta dispersione territoriale o che operano con la logica della task force – a beneficiare in prima istanza dei virtual workspace, ma anche aziende piccole con collaboratori molto mobili o lontani tra loro (e con un modesto budget ICT) sono ottimi candidati alla loro implementazione.