Quando si presenta un problema complesso, la soluzione migliore è spesso quella più semplice e immediata: per affrontare la crisi economica e risolvere le esigenze di risparmio aziendale – salvaguardando l’Ambiente e migliorando la qualità della vita e quindi la produttività dei dipendenti – la solzuione più ovvia è ricorrere al telelavoro.
Fino ad oggi immaturo in Italia e scarsamente adottato da aziende pubbliche (troppo poco 2.0) e private (troppo poco tecnologiche), il telelavoro potrebbe oggi prendersi una bella rivincita dimostrando che “volere è potere”. Soprattutto perchè la congiuntura negativa spinge a cercare strategie alternative, in primis quelle che fanno risparmiare su consumi e costi come come le tecnologie verdi.
Ostacoli pratici non ce ne sono: il telelavoro è solidamente regolato da specifica normativa e rende:
Il tutto, con l’ausilio di strumenti informatici e attrezzature telematiche di cui dotarsi in luogo diverso dai locali aziendali, prevalentemente a casa. E in genere a carico degli stessi lavoratori, ben felici di usare il proprio pc e connessione ma di non dover passare fino a 3 ore in media al giorno per gli spostamenti pendolari.
Di fatto, poi, per essere pienamente responsabili sul lavoro non è certo necessario trovarsi entro certi orari o in un luogo specifico. L’importante è produrre il risultato atteso.
Questo metodo protrebbe andar bene per i Co.Co.Co. o per i collaboratori a progetto, se non hanno vincoli di orario o postazione. Inoltre, per un miglior rapporto prezzo/prestazioni secondo me è più indicato l’uso di componenti informatici portatili come i notebook.
Saluti.
Parole sante, sopratutto per quella categoria di lavoratori “nomadi” che sono i pendolari!
http://pendolando.it/2009/10/ode-al-telelavoro/
Ma come sensibilizzare le aziende italiane a questo tipo di innovazione sempre più necessaria?