Nell’attuale società della conoscenza la figura dell’imprenditore digitale rappresenta una risorsa indispensabile per lo sviluppo delle attività produttive del tessuto socio-economico, sulle cui trame i bit circolano come risorse in grado di produrre valore.
In una società post-moderna come la nostra il valore delle imprese, e delle persone che le guidano, dipende sempre di più dalle nuove tecnologie. Ma non bisogna dimenticare l’importanza che i singoli individui – manager, creativi e imprenditori – assumono nel generare valore e profitti, grazie a ingegno e specifiche competenze.
Fra le varie tipologie di knowledge workers spicca quella dell’imprenditore self-made.
A una prima impressione, si caratterizza per spirito di intraprendenza, attitudine alla libera iniziativa individuale e competenze professionali maturate sul campo. Un modello quantomai attuale, da cui è possibile trarre ispirazione per realizzare progetti o creare imprese innovative, soprattutto nei mercati ICT e New Media.
Abbiamo approfondito l’argomento con Fabrizio Parenti, fondatore e amministratore unico dell’azienda informatica OA Service Srl. Vero e proprio self-made man italiano, nonostante la giovane età ha già maturato una significativa esperienza nel campo ICT.
1. Come nasce la tua scelta di diventare imprenditore nel campo dell’informatica?
Come si suol dire… è passato un treno e l’ho preso al volo. Ho iniziato per passione e per gioco: la tecnologia è sempre stata fonte di grande interesse per me, e il pensiero di poter trasformare un hobby in lavoro era un obiettivo stimolante. E poter addirittura trasformare un lavoro in una piccola impresa ancor di più.
2. Quali vantaggi e svantaggi si presentano nel gestire un’azienda in piena autonomia senza una formazione specifica?
I vantaggi sono pochi in fase di start-up: ci sono problemi che sembrano insormontabili, lo stress sale alle stelle e solo quando riesci a sistemare tutto, allora sei fiero di te. Di fatto, il vantaggio principale di un’attività imprenditoriale autonoma è il “campo scuola”: imparare sulla propria pelle, assumersi dei rischi e prendere decisioni.
D’altra parte, oggi non credo sia efficace avviare un’attività senza le basi culturali offerte da percorsi formativi per manager.
Senza una formazione teorica spesso sono in forte difficoltà: se avessi approfondito gli studi in quella direzione oggi avrei degli strumenti in più per riconoscere le strade più giuste da seguire.
Complimenti!
Bravo Fabrizio. Complimenti!