Qualche anno fa divenne famosa la ricetta di un politico italiano già noto come imprenditore che suggeriva la sua personale iniziativa per fare riunioni brevi: restare in piedi. In 20, massimo 30, minuti la riunione veniva conclusa al posto delle solite 2 o 3 ore. A leggerla così sembra fattibile. Ma qualcuno ci ha provato? Ad ogni modo, le riunioni sono utili e a volte essenziali se si deve lavorare con altri colleghi ad un progetto comune o collaborare ad un’attività che richiede l’intervento di più funzioni aziendali. Qual è allora la ricetta giusta per svolgere riunioni che siano brevi ed efficaci?
Innanzitutto occorre chiarire che esistono vari tipi di riunione:
In tutti questi casi c’è un unico oratore (o più di uno ma il suo ruolo è manifesto a tutti i partecipanti) e gli altri ascoltano e/o intervengono solo se interpellati, al limite per fare domande. La riunione che interessa questa trattazione è quella di tipo interno, che si svolge cioè fra colleghi della stessa azienda o fra partecipanti allo stesso progetto (che potrebbero appartenere anche a società diverse). Per qualche motivo, infatti, queste riunioni risultano le più caotiche, lunghe e non-sense di tutte le altre sopraccitate. Tutti, infatti, sono chiamati ad intervenire ed hanno un ruolo attivo nell’incontro e questo può portare un certo caos organizzativo se non si prendono opportuni provvedimenti.
Esistono alcune tecniche di organizzazione e gestione della riunione che si possono adottare e soprattutto vi sono alcune regole per coloro che vi partecipano.
Chi organizza un meeting dovrebbe compiere alcune azioni: