Come indica la traduzione letterale, Knowledge Management significa gestione della conoscenza. Con questo concetto ci si riferisce in generale ai processi di gestione e sviluppo delle informazioni e delle conoscenze che caratterizzano un’organizzazione. Per le aziende si tratta di un approccio utile a identificare, condividere e gestire l’insieme delle conoscenze aziendali, ma anche (e soprattutto) le competenze e le esperienze delle risorse umane. Sono queste spesso a formare il vero patrimonio conoscitivo dell’organizzazione.
Ma cosa si intende per conoscenza? In questo particolare ambito di studio, la conoscenza può essere intesa come informazione che è stata interiorizzata, adattata e “validata” nelle procedure e nelle attività aziendali. Come si sviluppa questa conoscenza? Soprattutto nelle piccole e medie imprese, questo complesso di nozioni e cognizioni è il risultato di un processo di rielaborazione dovuta alle competenze dei singoli, alle loro esperienze, alle relazioni che instaurano nel corso della propria attività. Il “saper come fare” di queste persone è spesso la chiave del successo di un’impresa e un fattore molto importante per la sua presenza nel mercato.
Le conoscenze tacite, questo complesso di saperi, hanno perciò tanto valore quanto le conoscenze tangibili, come possono essere i database, i documenti, le procedure o i brevetti. Spesso, però, questo insieme di nozioni possedute all’interno di un’organizzazione non è descrivibile né trasferibile in maniera diretta. Ciò può determinare seri problemi: laddove le competenze dei singoli (il “saper come fare”) non sono state tradotte in patrimonio aziendale, nel momento in cui viene a mancare una risorsa umana chiave, l’insieme delle conoscenze dell’organizzazione perde qualcosa e si impoverisce. Oggi, in un contesto globale di forte competizione, questo non è più possibile. In azienda, conoscenza significa avere migliore capacità di analisi e di interpretazione, in un mondo in veloce cambiamento. Allo stesso tempo consente di comprendere i limiti dell’organizzazione, e di cogliere le opportunità offerte dal mercato.
Quali possono essere gli strumenti di KM? Senza dover investire ingenti risorse, un cambiamento di prospettiva nella gestione delle conoscenze e delle informazioni può essere portato avanti utilizzando semplici strumenti.
Ad esempio, un’attività strategica di ogni organizzazione è quella del reperimento di informazioni in internet per il proprio particolare ambito d’attività. Per la maggior parte degli utenti, la ricerca di informazioni passa attraverso motori di ricerca “tradizionali” (Google quasi esclusivamente, Yahoo, Altavista, ecc…) che non garantiscono una grande precisione e rischiano di far mancare informazioni importanti. Il problema principale di questi motori tradizionali è legata alla polisemia (lo stesso termine ha più significati) ed alla chiave di ricerca utilizzata. Per quanto riguarda la ricerca in internet possono essere usati nuovi strumenti di ricerca e di filtraggio semantico (focalizzati su alcuni argomenti, media specifici, fonti specifiche, ecc…) che rispetto ai motori tradizionali hanno diversi fattori di efficienza in più.