Team building: divertirsi per lavorare meglio – 3

La costruzione del gruppo in un ambiente di lavoro ha lo scopo di garantire ottime performance produttive da parte dei dipendenti

Infatti, ogni singolo individuo è coinvolto in ambienti e situazioni diverse da quelle quotidiane, ed è costretto a fronteggiare in gruppo una serie di attività che lo costringono ad agire fuori dai normali schemi mentali e comportamentali. Le sfide che vengono presentate sono analizzate per determinare il miglior modo nell’affrontarle e superarle ma sempre come gruppo, mai singolarmente. In questo modo il team è costretto ad analizzare le debolezze del singolo che si ripercuotono sul successo della squadra, e impara a risolverle, facendo così risaltare i punti di forza di tutti in un contesto privo di condizionamenti e pressioni tipiche del mondo lavorativo ordinario.


Alcune note società che propongono percorsi di outdoor training, offrono il confronto anche con equipaggi e squadre di successo durante il periodo degli allenamenti proprio per imparare da chi è abituato a fronteggiare i problemi in squadra. Altre aziende ricorrono a veri e propri campi pratica attrezzati opportunamente. Alcuni esempi che vengono proposti:

  • jungle team adventure: si tratta di una avventura che si sviluppa all’interno di una foresta attrezzata dove i componenti del gruppo dovranno affrontare alcune prove di abilità in altezza, o di orientamento, per poter superare i propri limiti e rafforzare il legame con gli altri. Ognuno degli esercizi proposti deve essere superato dal singolo ma il team deve aiutarlo;
  • orientering adventure: in questo caso si viene immersi in un contesto privo di comfort e in condizioni disagiate; in questo contesto si impara a padroneggiare il proprio autocontrollo e a ottimizzare l’interazione con il gruppo per sopravvivere anche in condizione di stress diverse da quelle lavorative ma dipendenti dai bisogni quotidiani;


Tutte le attività affrontate sono poi rielaborate con il coordinatore dell’evento che porta a tradurle nella vita aziendale/personale dei partecipanti, insegnando così i corrispondenti comportamenti da attuare durante le condizioni lavorative ordinarie o durante quelle straordinarie che si verificano sotto stress a causa di impellenti obblighi da affrontare.


Chi l’ha fatto cosa ne pensa



Un giovane impiegato di un’azienda anglo-americana (preferisce l’anonimato suo e dell’azienda) ci racconta che nella sua realtà lavorativa è periodico, frequente e soprattutto obbligatorio partecipare alle giornate di team building, organizzate con il metodo dell’outdoor training. L’azienda crede fermamente che il tempo trascorso insieme in attività ludiche al di fuori delle pareti dell’ufficio contribuisca in modo decisivo alla creazione di legami più stabili fra i componenti del gruppo ed alla coesione generale dello stesso. In questo particolare caso, sono stati organizzati nel giro di 4 anni: un weekend di attività all’interno di un campo di addestramento, partite periodiche di calcetto con annesso dopocena, weekend sul lago al fine di collaborare per costruire una zattera di salvataggio, giornata passata a fronteggiarsi nella guerra con le uova e una giornata da passare in montagna per imparare a sciare insieme.


I risultati di tutte queste attività sono stati effettivamente proficui. Il gruppo vendite di cui fa parte l’intervistato ha visto crescere il senso di team e il lavoro risultante è stato affrontato con maggiore spirito di squadra. Inoltre, la conoscenza reciproca data dalle attività outdoor, ha consentito di riconoscere i momenti di tensione o di rabbia che si verificano con maggiore stress ed emergenza lavorativa, consentendo a tutti di capire meglio e quindi affrontare con serenità anche quei comportamenti più inusuali che spesso capitano fra colleghi, riportandoli ad un livello di normale interattività e importanza.