Contraffazione, come tutelarsi: decalogo per Pmi – 3

La contraffazione è un pericolo serio per le imprese in quanto ne mette a rischio il vantaggio competitivo: è dunque responsabilità dell'azienda porre un freno al fenomeno

6. Scandagliare la Rete. Alcune sedi (fisiche e virtuali) registrano una elevata concentrazione di malfattori: Internet in primis. Qualsiasi tipo di merce contraffatta e usurpatoria è oggi reperibile sul Web, che va pertanto monitorato accuratamente, partendo senza dubbio dalla sua piazza più famosa: eBay (e non solo nella versione italiana). Il commercio elettronico ha infatti raggiunto un grado di diffusione tale da amplificare istantaneamente rischi e conseguenze della contraffazione.

7. Sfruttare le fiere di settore. Grazie all’elevata presenza di operatori provenienti da tutto il mondo, sono un luogo in cui più contraffattori possono essere individuati con uno sforzo economico ridotto (viceversa, se l ‘ azienda partecipa alla fiera, è necessario che adotti le necessarie misure per proteggersi da potenziali contraffattori in visita).

8. Depositare i propri marchi. Anche presso le Dogane nazionali (qualunque impresa può farlo) per proteggersi dai contraffattori delle zone extra-UE, facendo sì che i doganieri riconoscano il marchio aziendale durante le procedure di ispezione dei prodotti in entrata.

9. Essere rigorosi. Adottare l’approccio “tolleranza zero” scoraggia i contraffattori, non hanno interesse a insidiare le opere di Pmi in grado di difendersi bene.

10. Rimanere aggiornati. Il Centro Studi Anticontraffazione mette a disposizione un elenco ragionato di link utili e le Camere di Commercio stanno intensificando l’azione di informazione presso le Pmi attraverso incontri e seminari dedicati. Essere preparati sull’argomento e sulle possibili azioni in caso di contraffazione (preferibilmente imputando a budget risorse dedicate su base annua) permette di agire al meglio non appena si renda necessario. Meglio comunque affidarsi, in linea generale, a consulenti specializzati.

 

Infine, è utile consultare regolarmente i database pubblici (ad esempio il sito di UIBM, OAMI e WIPO) o affidarsi a servizi di watch notice offerti da professionisti, per controllare le privative dei concorrenti e individuare eventuali soggetti che abbiano depositato marchi identici o alterati rispetto al proprio.