Gli Accordi di Basilea sui requisiti patrimoniali delle banche sono il risultato del lavoro del Comitato di Basilea, che opera all’interno della Banca dei Regolamenti internazionali, istituito dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati (G10) alla fine del 1974 per promuovere la cooperazione fra le banche centrali ed altre agenzie equivalenti allo scopo di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria tra i paesi aderenti.
Il lavoro del Comitato non ha alcuna forza di legge sovranazionale, piuttosto opera per l’emanazione di linee guida e di raccomandazioni lasciando che in una seconda fase le singole nazioni possano applicare le stesse attraverso il loro recepimento in una visione comune e coordinata.
Come si può evincere da quanto detto gli accordi di Basilea riguardando in prima battuta le banche dei paesi che vi aderiscono ed in particolare interessano la composizione del patrimonio delle banche stesse.
Il principio è molto semplice: la banca nel concedere credito assume implicitamente anche un rischio collegato allo stesso, maggiore è il rischio derivante da questo credito e maggiore dovrà essere la quota di capitale che la banca dovrà accantonare. La prima conclusione che possiamo trarre è quindi che a maggiori rischi corrisponderanno per la banca maggiori costi causati dagli accantonamenti di capitale.
La prima ripercussione sulle imprese è data dal fatto che le banche saranno portate a classificarle in base alla loro rischiosità attraverso procedure di rating (valutazione) sempre più complesse e sofisticate. C’è chi vede in questo una maggiore difficoltà, specie per le Piccole e Medie Imprese, da una parte di accesso al credito dall’altro di un aumento dei tassi di interesse legati all’erogazione del credito stesso. In altre parole si pensa che le banche saranno portate a ridurre il credito a favore delle PMI ed allo stesso tempo ad alzare i tassi di interesse.
Questo possibile scenario avrà presumibilmente una forte ripercussione sull’organizzazione delle PMI ed in particolare si può prevedere un aumento del peso della funzione finanziaria al loro interno.
Le PMI saranno portate a cercare sempre più coerenza tra le fonti finanziarie ed il perseguimento delle strategie di crescita e di mercato. Da questo punto di vista la differenza tra le grandi imprese e le PMI è significativa.