Mattarella: lavoro come priorità 2018

Riflessioni sul mercato del lavoro del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: partiti, imprese e sindacati verso le elezioni del 4 marzo.

Quarta rivoluzione industriale, rapporto fra giovani, futuro e precarietà, innovazione nel mondo produttivo:nel tradizionale discorso di fine d’anno, il Capo dello Stato Sergio Mattarella si è dunque concentrato sul lavoro, sfida primaria per le istituzioni del paese («la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto»), all’indomani delo scioglimento delle Camere (avventuo lo scorso 28 dicembre).

La data delle elezioni è il 4 marzo 2018, mentre la prima riunione delle nuove Camere è fissata per il successivo 23 marzo.

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«L’orizzonte del futuro costituisce il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale».

E’ dunque necessario che vi sia un lavoro in ogni famiglia, e al tempo stesso vanno garantiti la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano. Il richiamo all’importanza del tema è accompagnato da considerazioni improntate all’ottimismo, perché «le scoperte scientifiche, la evoluzione della tecnica, nella storia, hanno accompagnato un’idea positiva di progresso».

Ma la sfida della quarta rivoluzione industriale comporta cambiamenti che «vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità». La sfida viene così descritta:

«la velocità delle innovazioni è incalzante, e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere», per preparare il domani bisogna «interpretare, e comprendere, le cose nuove»: «cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri e l’organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono». «La parola “futuro” può anche evocare incertezza e preoccupazione», e «l’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre».

Come?

La «cassetta degli attrezzi» è rappresentata dalla Costituzione, e «il dovere di proposte adeguate», che siano «realistiche e concrete», è «fortemente richiesto dalla dimensione dei problemi del nostro Paese».

=> Legge di Bilancio 2018, tutte le misure

La Legge di Stabilità 2018 fornisce già alcuni strumenti per affrontare i cambiamenti in atto, dalla proroga degli incentivi per gli investimenti delle imprese al nuovo credito di imposta per la formazione 4.0.

Quest’ultima è la novità fondamentale sulla strada del piano Industria 4.0, stimolando le imprese a formare le nuove competenze necessarie partendo dal capitale umano esistente. Ma il capitolo lavoro resta fra i meno affrontati dal Piano Industria 4.0 (che ha iniziato ad essere attuato con la manovra economica dello corso anno ed è poi proseguito con le misure della finanziaria in vigore dal primo gennaio 2018). Qui, si possono inserire due considerazioni.

La prima: il tema non va solo regolato da opportune misure legislative ma (forse in primo luogo) affrontato dagli attori fondamentali del mondo del lavoro, ovvero imprese e sindacati. Ai quali, fra l’altro, si rivolge lo stesso legislatore, ad esempio nel momento in cui prevede che per utilizzare gli incentivi alla formazione è necessaria la presenza di accordi in sede di contrattazione aziendale o territoriale.

La seconda: Mattarella pone l’accento sul fatto che la questione sociale riguarda in primi i giovani, ma non solo. Tornando alla manovra, ci sono gli incentivi legati alle assunzioni dei giovani e al sistema duale sull’alternanza scuola lavoro, che vanno evidentemente incontro all’esigenza di ridurre i numeri sulla disoccupazione giovanile. Ma il tema del futuro riguarda anche la ricollocazione del disoccupati over 50, e il mantenimento dei posti di lavoro in un’epoca che richiede un continuo aggiornamento delle competenze.

L’innovazione, tecnologica in primis, pone nuove sfide e rappresenta un’occasione per il sistema Italia, ma richiede l’impegno di molti attori: istituzioni, partiti, forze sociali. Vedremo e se come le forze politiche sapranno interpretare il tema in campagna elettorale e in che modo le forze produttive sapranno a loro volta alimentare il dibattito e produrre proposte ed esempi concreti.

Per quanto riguarda il mondo delle imprese, registriamo l’intervento di Paolo Galassi, presidente di API (piccola impresa).

«Nel 2017 abbiamo sentito troppo parlare di macchine che sostituiranno l’uomo. Io penso che il “fare impresa” sia fatto da uomini e donne – imprenditori e lavoratori – che, ogni giorno, credono in un progetto e fanno di tutto per realizzarlo. Perché è l’uomo che guida lo sviluppo, con le sue idee e con le innovazioni, la tecnologia è, solo, uno strumento utile a disposizione». L’obiettivo dell’Italia: «battersi per riacquisire la leadership che spetta al secondo paese manifatturiero europeo, che produce e crea ricchezza», anche attraverso una «politica industriale che consenta di competere con gli altri paesi ad armi pari».

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