Pubblico impiego, cambiano permessi e tutele

Licenza matrimoniale per unioni civili, permessi familiari a ore, paletti su permessi legge 104, cessione ferie ai colleghi: verso il rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Congedo di 15 giorni per il viaggio di nozze non solo dopo il matrimonio e anche per i partner in unione civile, novità su permessi per motivi familiari e sanitari, cessione delle ferie: sono alcune delle misure inserite nella bozza di rinnovo del contratto del pubblico impiego su cui è ripreso il negoziato fra Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, e i sindacati.

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Congedi e permessi

Innanzitutto, equiparazione fra matrimonio e unione civile ai fini della fruizione dei 15 giorni di permesso per il viaggio di nozze. Ricordiamo che l’unione civile è stata introdotta dalla legge 76/2016, viene stipulata da persone dello stesso sesso mediante dichiarazione di fronte al un ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni. A parte una serie specifica di esclusioni (in primis, le norme sull’adozione), i partner in unione civile hanno gli stessi diritti riconosciuti ai coniugi dal codice civile.

Ora il contratto del pubblico impiego recepisce esplicitamente la norma includendo anche i 15 giorni di permesso matrimoniale. Sottolineiamo che la norma primaria prevede comunque che tutti i diritti in materia di lavoro riconosciute al coniuge nei contratti collettivi sono sempre estesi anche ai partner in unione civile (comma 20 articolo 1 della legge Cirinnà). Di fatto, il contratto dei dipendenti pubblici recepisce questa normativa, per cui tutti i permessi legati al matrimonio si estendono alle unioni civili.

Vengono poi estese le tutele per i dipendenti pubblici che effettuano terapie salva vita, con i permessi retribuiti specifici estesi anche ai giorni in cui il paziente soffre per gli effetti collaterali delle terapie.

C’è invece un giro di vite sui permessi per assistere ai familiari con handicap grave previsto dalla legge 104/1992: non si possono in nessun caso chiedere dopo l’inizio dell’orario di lavoro (quindi, se avviene un’emergenza per cui il dipendente deve assentarsi deve utilizzare altri permessi). In linea di principio, vanno inseriti in una programmazione mensile, e solo in casi eccezionali, da comprovare, si possono chiedere con 24 ore di anticipo.

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Ci sono infine nuove misure di flessibilità. I tre giorni di permesso previsti annualmente dal contratto per motivi familiari potranno essere fruiti anche a ore. Le ferie potranno cedere a colleghi con particolari necessità (motivi familiari, o legati alla salute), i giorni di ferie in eccesso rispetto a quelle che bisogna obbligatoriamente fruire (20 giorni, che salgono a 24 per chi lavora sei giorni alla settimana).

Il dibattito, come si vede, riguarda i questa fase la parte normativa del contratto, per quanto riguarda la parte economica resta la previsione di un aumento di 85 euro, finanziato dalla manovra di Bilancio.

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