APe, Pensioni Scuola senza regole ad hoc

Si attendono chiarimenti MIUR su armonizzazione APe Social o precoci e decorrenza pensioni Scuola, esclusivamente in settembre: il caso.

Fra i (molti) ritardi che caratterizzano l’APe, principale misura di flessibilità in uscita inserita in Riforma Pensioni, c’è la domanda di accesso all’APe Sociale o pensione anticipata precoci per il personale della Scuola. Il problema riguarda l’armonizzazione delle regole applicative: la richiesta di APe o di pensione precoci andava presentata entro il 15 luglio, per poi attendere la risposta dell’INPS e presentare la domanda di pensione vera e propria successivamente. La finestra di uscita per le pensioni scuola è in settembre.

In parole semplici, può succedere che un lavoratore abbia presentato domanda di APe o di pensione precoci e che questa venga accolta successivamente al 30 agosto, senza che quindi ci sia la reale possibilità di smettere di lavorare.

=> APe sociale, le FAQ INPS online

L’INPS, nelle FAQ pubblicate sul sito, chiarisce che per risolvere questo problema, il Ministero dell’Istruzione sta valutando eventuali azioni da intraprendere:

«per non vanificare il diritto, laddove vengano riconosciute le condizioni per l’accesso al beneficio, a percepire l’Ape sociale o la pensione da precoce senza dover attendere la conclusione dell’anno scolastico».

Quindi, bisogna attendere eventuali precisazioni in questo senso. Nel frattempo, i dipendenti della Scuola hanno dovuto presentare domanda di APe o pensione precoci (entro la scadenza di sabato 15 luglio), aspettando adesso di capire come si evolverà la situazione. Se non hanno presentto la domanda di APe entro la scadenza prevista, in base alle regole attuali non potranno accedere all’indennità nel 2017 (in realtà c’è la possibilità di presentare istanza anche dopo il termine entro il 30 novembre, ma senza garanzia che venga presa in considerazione, perché le istanze in ritardo verranno valutate solo se avanzeranno risorse).

=> Pensioni Scuola, calcolo 2017 senza ritardi

I lavoratori della Scuola che possono accedere all’APe sociale o alla pensione anticipata precoci possono appartenere a tre categorie:

  • caregiver di familiare con handicap grave,
  • lavoratore con disabilità pari almeno al 74%,
  • addetto a mansioni gravose (limitatamente a insegnanti scuola infanzia ed educatori asili nido).

Stesso discorso per l’accesso alla pensione anticipata precoci (la procedura di domanda è analoga, è anche qui c’è il rischio che la risposta arrivi ad anno scolastico iniziato (o comunque oltre il 30 agosto, che è la data entro cui avviene la cessazione dal servizio per ogni anno scolastico).

Lo stesso problema relativo alle pensioni Scuola, prevedibilmente si presenterà per l’APe volontaria, su cui si attendono ancora i decreti attuativi: in questo caso, potranno accedere tutti i dipendenti della Scuola con almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi, un assegno maturato pari ad almeno 1,4 volte il minimo (circa 700 euro), e al massimo tre anni e sette mesi dal requisito per la pensione di vecchiaia. Una platea più vasta, quindi, anche se c’è una differenza fondamentale con l’APe Sociale: per il trattamento di mercato, che prevede poi la restituzione a rate in 20 anni, non è necessario smettere di lavorare.

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