Rimandata al 28 aprile – a soli due giorni dalla scadenza del Decreto Rinnovabili – la decisione della Conferenza Unificata sullo schema al dlgs che ridefinisce il sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili. Ad annunciarlo, il presidente Vasco Errani: «abbiamo chiesto il rinvio di una settimana». Il motivo? Nel decreto «ci sono alcuni passi in avanti e per le Regioni ci sono alcune criticità».
Per il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia si tratta di un «provvedimento equilibrato che comunque garantisce gli incentivi più alti in Europa».
Per il presidente di Assosolare, Gianni Chianetta, la bozza presentata palesa la preferenza del Governo italiano a «fare gli interessi di un’oligarchia di poche grandi aziende piuttosto che quelli di una moltitudine di piccole, medie e grandi imprese e dei cittadini italiani».
L’assessore all’ambiente della Regione Umbria, Silvano Rometti ha affermato che «la proposta disattende quanto già evidenziato ed indicato dalle Regioni, tra cui l’Umbria, nel corso di precedenti incontri con i Ministri Fitto, Romani e Prestigiacomo. Si assiste infatti ad una riduzione troppo repentina degli incentivi che vengono progressivamente azzerati da qui il 2016».
In merito al passaggio dell’Italia al modello tedesco Rometti ritiene che sia necessario calibrarlo «con maggiore attenzione perché, rispetto ad altri paesi europei, l’Italia è partita con anni di ritardo e quindi occorre recuperare terreno in modo graduale. Il rischio che si corre è altrimenti di tornare indietro rispetto a quanto fatto finora. Va inoltre tenuto conto che il nuovo decreto cancella diritti e garanzie di quanti hanno avviato le procedure per la realizzazione degli impianti attraverso il Terzo Conto Energia, rientrando nei tagli del provvedimento».
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Perchè, invece di ridurre gli incentivi alle fonti rinnovabili non si toglono gli incentivi ai petrolieri che della fetta che gli italiani pagano in bolletta prendono circa il 60%?L’anno scorso su 5.800 mld incassati solo 826 mln sono andati alle fonti rinnovabili ed il resto?Ma Romani chi è per decidere di volere il nucleare per gli italiani, perchè non se ne va ad abitare, insieme a Veronesi a fianco dell’impianto nucleare in Giappone, visto che lo amano tanto? Questi due mi puzzano di bruciato.
Perchè, invece di ridurre gli incentivi alle fonti rinnovabili non si toglono gli incentivi ai petrolieri che della fetta che gli italiani pagano in bolletta prendono circa il 60%?L’anno scorso su 5.800 mld incassati solo 826 mln sono andati alle fonti rinnovabili ed il resto?Ma Romani chi è per decidere di volere il nucleare per gli italiani, perchè non se ne va ad abitare, insieme a Veronesi a fianco dell’impianto nucleare in Giappone, visto che lo amano tanto? Questi due mi puzzano di bruciato.
A questo punto, visto che un impianto da 100 Kwp passa da una produzione di 72.000 eur a meno di 40.000, ed ha un tempo di rientro dell’investimento di 15 anni, chi volete che investa più nel fotovoltaico? Bisogna chiedere le DIMISSIONI IMMEDIATE DI PAOLO ROMANI !!!!!