Ancora guerra aperta al Decreto Rinnovabili “blocca solare”, approvato la scorsa settimana: le associazioni di categoria – APER, Assosolare, Asso Energie Future e GIFI – hanno lanciato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un appello perché non firmi il Dgls sul nuovo sistema di incentivi alle fonti rinnovabili. Il Decreto Rinnovabili getta il settore nell’incertezza «aprendo la strada a una crisi che non si fermerà alle aziende del Fotovoltaico e dell’Eolico».
Focus sui «fortissimi profili di incostituzionalità: in primo luogo quello legato all’eccesso di delega. In sostanza, il Parlamento ha delegato il Governo a recepire la direttiva europea a favore delle rinnovabili, ma il Governo non ha in nessun modo recepito i pareri espressi dalle Commissioni Parlamentari, cioè dall’istituzione delegante».
Oltre all’eccesso di delega, i punti da rivedere sarebbero sostanzialmente tre: in primis la legittimità costituzionale dell’articolo 25 ai commi 9 e 10 del decreto legislativo. L’avvocato che ha ricevuto il mandato dalle associazioni, Stefania Piscitelli, spiega che qui vengono violate un gran numero di norme costituzionali come la riduzione da tre anni a tre mesi dei tempi per ricevere gli incentivi.
Senza considerare poi l’intesa con le Regioni il cui testo era diverso da quello approvato in Cdm. Per finire, si viola anche la Carta dei diritti europei.
Le associazioni sono andate oltre e hanno dichiarato che percorreranno «tutte le strade giuridiche e istituzionali per sensibilizzare sul tema i soggetti decisori» anche se questo dovesse significare intraprendere azioni legali direttamente presso le istituzioni europee.
Intanto, da domani dovrebbero iniziare gli incontri tra Ministero dello Sviluppo Economico, banche e imprese sui temi più controversi del Decreto Rinnovabili: il ministro Paolo Romani convocherà nei prossimi giorni gli operatori del settore. Successivamente, si darà avvio a un tavolo di settore, richiesto dal ministro dell ‘ Ambiente, Stefania Prestigiacomo.
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Stiamo assaporando i frutti amari della lobby petronucleare.
SONO FURENTE!! Indignato!
L’attentato contro le energie rinnovabili era prevedibile fin dal momento che qualcuno ipotizzò il ritorno al nucleare. Per spingere verso il nucleare bisogna arrivare ad avere urgenza di forniture energetiche.Inoltre non è facile intervenire per condizionare gli investitori nelle energie rinnovabili in quanto troppo piccoli sono gli investimenti. Quindi non è possibile per i politici incidere su queste operazioni. Le centrali nucleari accentrano investimenti e quindi possono essere condizionate sia dalla politica ma anche dalla criminalità organizzata. Ho paura che ci siano interessi sotterranei NON CONFESSABILI!!