Incentivi Fotovoltaico, Eolico & C.: ben più di una soap opera in Italia: nonostante le rassicurazioni del ministro Prestigiacomo sul Decreto Rinnovabili promosso dal Ministro Romani e in discussione oggi in Consiglio dei Ministri, le polemiche non si fermano e anche dall’Unione Europea e dall’ANTER (Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili) arriva il parere negativo.
In un comunicato ufficiale, il relatore della Direttiva UE sulle Rinnovabili al Parlamento Europeo, Claude Turmes, afferma che il Decreto «va in senso diametralmente opposto rispetto agli impegni europei.
«Il testo della bozza svuota l’obiettivo vincolante dell’Unione Europa posto per l’Italia sulle rinnovabili (17% sui consumi finali di energia), per raggiungere il quale il peso delle rinnovabili elettriche sul totale dovrà essere, a fine decennio, intorno al 30%».
«Di fatto, un regalo alla lobby del Nucleare». Della stessa opinione anche Günther Öttinger, Commissario europeo per l’Energia.
Simile la posizione ANTER, che sottolinea l’impatto positivo che le Rinnovabili hanno in Italia in termini di occupazione, gettito fiscale, benessere generato, tutela di ambiente e salute. Un settore tra i pochi ad aver resistito anche alla crisi.
L’attenzione viene inoltre posta su quello che viene definito un “assist alla ripresa del Nucleare“. Una posizione che va incontro all’interesse comune degli italiani: «sfidiamo chiunque a effettuare una campagna onesta di comparazione tra le Rinnovabili e il Nucleare e a ottenere il consenso degli elettori».
A beneficiare della scelta Nucleare sarebbero solo i grandi produttori di energia e non le piccole realtà, «l’energia da fonti rinnovabili è l’unica scelta che tutela i molteplici interessi ».
ANTER chiede quindi al Governo un più attento confronto «sulle opportunità economiche, morali e di consenso generabili da una saggia decisione a difesa di un importante settore economico italiano».
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E’ il caso di dire che prima di parlare occorre azionare la mente. Dopo un periodo travagliato e di trattative anche in parte difficili, aziende come Enel Green Power , STM, Sharp e altre nostre nazionali, per non parlare della stessa Arendi (Gruppo Marcegaglia), hanno avviato investimenti industriali anche considervevoli per produrre moduli fotovoltaici anche di nuova generazione (è il caso dell’accordo STM-ENEL Green Power-Sharp), ora per distruggere quanto si è fatto e quanto ancora moltissimo si deve e si può fare nel settore fotovoltaico,spunta un signore, probablimente spinto anche da altri interessi. Per fare il ministro dello sviluppo, non è sufficiente saper usare la semplice aritmentica, ma occorrono doti specifiche per proiettare lo sviluppo generale della nazione, saper fare un programma di ricerca di sviluppo che coinvolva le università, ridurre la dipendenza dall’estero, sapersi occuppare di tecnologie che possano migliorare il clima e l’ambiente. Questo signor ministro sa dirci quanto costa alla comunità l’inquinamento generato dall’incendio degli idrocarburi? Anche questi sono costi da inserire nelle valutazioni, ma tutto questo è difficile da conoscere, la gente muore di cancro per l’inquinamento atmosferico generato dagli idrocaruri, ma tutto ciò è nascosto perchè deve prima di tutto emergere l’interesse delle lobby nuclare/petrolio. Non ci resta che anzichè cambiare decreto, si proceda a cambiare la nostra classe politica, non ci sono altre soluzioni. Anche in Francia hanno fatto degli interventi, ma hanno lasciato gli incentivi per impianti sino a 3 kWp, saggia decisione perchè hannpo salvaguardato i costi delle famiglie. Il nostro ministro, visto che è così bravo con i numeri, ci dovrebbe saper dire che fine hanno fatto i soldi versati daglidella produzione italiani nelle bollette come componente tariffaria A3 versata dal 1991 e utilizzata per il fotovoltaico solo dal 2005/2006. Non ci dica che lei non c’era! Mi auguro che ogni tanto prevalga la ragione e lascino in conto Energia per le famiglie almeno i progetti sino alla potenza di 6 kWp, così non solo si ottiene una distribuzione su tutto il territorio, ma si aiuta lo sviluppo economico, e si consolidano gli investimenti già programmati. Non vanno dimenticati le tantissime piccole aziende che anch’esse pagano la componente A3, e venga dato loro la possibilità di ridurre i costi della propia bolletta con impianti di potenza tra 20-50 kWp. Gli errori, caro ministro, sono stati commessi prima, i grandi investimenti per impianti enormi, autorizzati sui terreni agricoli non sono stati fatti dal popolo o dall’artigiano,ma da grandi speculatori e tutto questo il governo lo sapeva e lo ha concesso. Si chieda chi sono questi speculatori e poi se vuol essere ricordato come un buon politico proceda nella direzione dell’Europa che conta.
E’chiara la manovra dei nostri politici nel volere a tutti i costi l’energia nucleare, deleteria per l’uomo e per la natura.
Ancora una volta riescomo a bloccare completamente uno sviluppo sontenibile, dove crea posti di lavoro italiani e soldi che im parte rimangono in italia, dico in parte perchè penso a tutti gli stranieri che sono venuti ad investire in Italia e prendono soldi con contributi italiani, sarrebbe meglio se le energie rinnovabili fossero solo gli Italini ad investire.
Siamo governati da vecchi, molti di loro saranno già morti fra 15 anni quando forse la prima centrale nucleare sarà attiva, nel frattempo qualcuno di loro si sarà fregato un bel pò di soldini, e a noi lasciano la spazzatura nucleare, il tutto in una nazione che non sa neanche gestire la spazzatura normale. Come al solito devono prevalere gli interessi di pochi. Che schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi vergogno di essere italiano e ancora di più di essere governato da questa gentaglia.
Per D.Marincola, è vero che in parte restano i soldi in Italia ma il problema è che il meccanismo incentivate non è stato supportato dagli strumenti attuativi. Il Conto Energia è sempre stato più proiettato verso il piccolo impianto in quanto gli incentivi sono più alti. Ma se poi nel fare un impianto sul tetto le banche chiedono garanzie per oltre la cifra stessa dell’investimento ciò scoraggia chiunque! Le prime ad aver fatto il vero danno sono state loro che prediligevano il grande impianto in quanto gli costa di meno gestire tutta la prassi relativa (detto dalle stesse banche). La colpa è di chi ha promosso un sistema che non funzionava per i singoli cittadini italiani ma per i grandi speculatori spesso esteri.
Dovremmo richiedere i danni a questi organismi oltre il governo!
Perche’ chiamare ministro chi e’ semplicemente un impiegato Mediaset; la vera vergogna e’ che questo governo di incapaci non e’ in grado di fare la minima programmazione; ormai il terzo conto energia si sarebbe dovuto portare a termine non si possono cambiare le regole a partita iniziata; Io ho acquistato un terreno per costruirci una serra e adesso che faccio? quali sono i nuovi incentivi? Questo qui e’ lo stesso governo che ha introdotto la regola per la quale sotto 500.000 non e’ piu’ necessario svolgere gara d’appalto per gli appalti pubblici, risultato: aumento della corruzione e almeno per me niente piu’ piccoli cantieri visto che io ai Comuni ci andavo solo per portare le offerte e non per intrattenere rapporti di interscambio con chichessia; Il miglior governo degli ultimi 150 anni si certo quello del bunga bunga e delle vallette!