La produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili è in crescita in Italia, anche grazie ai finanziamenti, previsti da norme e accordi. Del libero mercato dell’energia godono anche le Pmi: le piccole imprese che hanno scelto di aderire ad offerte commerciali alternative sono infatti il 30%.
Tuttavia, il Governo è deciso a tagliare gli inventivi, come si evince dall’ultima bozza del “Conto Energia“.
In base alla bozza che riforma il meccanismo, il primo taglio del 20% arriverà a fine 2010, seguito da un successivo taglio del 6% per il 2012.
Le motivazioni addotte? Per prima cosa, le “troppe agevolazioni attualmente in essere”, che risulterebbero superiori agli altri paesi UE e sarebbero solo una compensazione delle attività amministrative e dei costi maggiorati imposti dagli operatori delle energie rinnovabili.
In secondo luogo, come sottolineato nella relazione al Parlamento dell’Autorità per l’Energia, il rischio dei rincari in bolletta proprio a causa dell’incentivazione sulle fonti rinnovabili.
L’energia verde potrebbe infatti pesare per circa due euro/mese sulle bollette dei cittadini. Il Governo sembra dimenticare, però, sia il risparmio sui consumi nel medio periodo che l’abbattimento dell’impatto ambientale
gli incentivi vengono ridotti ai cittadini per favorire i soliti noti con grosse elargizioni in settori, magari inquinanti. ridurre in modo massicio gli incentivi taglia le ali ad una attività che in un periodo di crisi va contro corrente. bisogna, pertanto, favorire i piccoli impianti fino a 10 kwp, che dovrebbero godere di un conto energia in linea con la legge in vigore (riduzione 2% anno).