RAEE al raddoppio con l’open scope

Da agosto 2018 cambia la normativa per i RAEE con l'entrata in vigore dell'open scope: cosa cambia e cosa comporta per produttori, importatori e i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Rivoluzione in vista per il settore della gestione dei rifiuti elettronici con l’entrata in vigore dell’open scope: molti prodotti saranno inseriti nel campo di applicazione RAEE comportando quasi un raddoppio delle imprese interessate, ad aggiungersi alle 7.000 già oggi interessate dalla normativa RAEE ve ne saranno circa 6.000, e dei rifiuti da gestire.

Ma facciamo un passo indietro, il 12 aprile 2014 è entrata in vigore la legge con cui l’Italia ha recepito la direttiva europea 2012/19/EU sulla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), ma alcune delle novità introdotte dal provvedimento sul fronte del riciclo RAEE diventeranno effettive solo nei prossimi anni, come l’entrata in vigore dal 2018 del cosiddetto open scope e l’obiettivo dal 2019 di conseguire un tasso minimo di raccolta dei RAEE pari al 65% del peso medio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti o, in alternativa, all’85% dei RAEE generati. Attualmente in Italia siamo intorno al 40%.

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Open scope

Dal 15 agosto 2018 eviterà in vigore l’open scope, ovvero l’estensione del campo di applicazione della norma sui RAEE ad una serie di altri prodotti prima non inseriti, come spiega Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE:

«L’open scope atteso tra pochi mesi estende la definizione di AEE – apparecchiature elettriche ed elettroniche – ad una serie di altri oggetti che finora non erano considerati. Accanto ai grandi e piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, sorgenti luminose e schermi, vanno ad affiancarsi -ad esempio – fusibili, chiavette usb, spine, morsettiere e prolunghe».

«Parliamo di tutte le apparecchiature elettriche per le quali la legge non prevede una specifica esclusione», aggiunge Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight: una sfida davanti alla quale occorre farsi trovare pronti. Il consorzio spiega infatti:

«Con l’open scope molti altri prodotti una volta giunti a fine vita dovranno seguire un processo di raccolta differenziata e specifiche operazioni di trattamento come previsto per i RAEE. Questo comporta per le imprese produttrici di farsi carico della gestione dei rifiuti che ne deriveranno».

«Secondo le prime stime si dovrebbe andare verso un raddoppio dei quantitativi di AEE immessi sul mercato. Il che porterà ad un raddoppio anche dei RAEE da gestire. Questo, tenendo presente anche che siamo davanti ad una tipologia di rifiuti che cresce con un tasso maggiore rispetto a tutte le altre».

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Le categorie verranno ridotte da 10 a 6, ma il campo di applicazione della normativa RAEE verrà esteso e a pagare continuerà ad essere chi inquina: produttori, importatori e i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche che dovranno organizzare e finanziare il sistema di raccolta e recupero dei RAEE che derivano dai prodotti immessi sul mercato, attraverso sistemi collettivi (come Ecolight).

Ecolight sottolinea che:

«All’interno della norma ci sono ancora alcuni punti che necessitano dei chiarimenti. Come serve una più dettagliata definizione delle apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione. Sono passaggi indispensabili per dare delle risposte alle moltissime aziende che, in vista del prossimo 15 agosto, necessitano di adeguarsi alla normativa».

Ecolight ha predisposto un servizio di assistenza per orientare le aziende chiamate ad adempiere alle nuove responsabilità ambientali: tel. 02.33600732 – mail segreteria@ecolightitaly.it.

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