E-waste, un business per Pmi. Il caso eco-rete

I rifiuti hi-tech aumentano: in attesa di regole più precise per la raccolta e lo smaltimento, alcune piccole realtà sono riuscite a definire dei modelli di business in grado di monetizzare il fenomeno

Il comparto IT produce tecno-rifiuti a un ritmo crescente. Sono infatti in continuo aumento le discariche di materiali elettronici (computer, telefonini, palmari, stampanti, ecc.) che a fine ciclo di vita – in media dai 4 agli 8 anni – finiscono per accumularsi in attesa di smaltimento.

I paesi tecnologicamente più avanzati e quelli emergenti producono oltre 40 milioni di tonnellate di e-waste (spazzatura elettronica) generando nel complesso oltre 40 milioni di tonnellate di rifiuti, a un ritmo incrementale stupefacente.

In attesa che le istituzioni definiscano ulteriori regole, in grado di snellire il processo di raccolta e smaltimento, molte Pmi hanno saputo cogliere questa opportunità consapevoli che l’e-waste può rappresentare una risorsa economica e una innovativa fonte di business

L’ultimo rapporto UNEP (United Nations Environment Programme), “Recycling – From E-Waste to Resources“, descrive puntualmente la situazione dell’e-waste a livello globale, dettagliando le tipologie di rifiuti, le nuove tecnologie utili allo smaltimento e le potenzialità del recupero e riconversione delle apparecchiature.

Una gestione oculata del processo di smaltimento consentirebbe per prima cosa di estrarre cobalto, oro, argento e palladio, creando nuove figure professionali e nuovi possibilità lavorative.

L’importante è stabilire le regole del gioco e individuare il giusto compromesso tra sfruttamento delle risorse e Ambiente. Purtroppo, invece, è ormai una triste consuetudine osservare impianti di smaltimento che utilizzano inceneritori o griglie a cielo aperto, oppure progetti di riuso in paesi svantaggiati che, con la scusa diffondere la cultura informatica, non fanno che “esportare” spazzatura IT.

Esistono iniziative internazionali e nazionali che colgono a piene le vere opportunità dell’e-waste trasformandole in progetti reali con risultati tangibili. È il caso di eco-rete, ad esempio, iniziativa tutta italiana per il recupero di apparecchiature hi-tech.