Finanziamenti pubblici: come ottenerli?

Ministeri, Regioni, Camere di Commercio e istituti finanziari comunicano puntualmente informazioni su finanziamenti a favore delle Pmi. Ma ottenerli è altra faccenda... Alcune indicazioni per orientarsi e agire in modo efficace

Le misure di sostegno al credito delle Pmi da parte degli enti preposti sono oggi numerose e articolate (contributi a fondo perduto, a tasso zero o agevolato, ecc.) e teoricamente più o meno facili da ottenere. Generalmente, i contributi a fondo perduto sono i più ambìti e quindi con un più difficile accesso.

In realtà, però, per classificare le misure di sostegno economico più agevolmente accessibili, anche la dimensione geografica è una variabile da considerare: i contributi regionali o provinciali – banditi da Regioni, Province o Camere di Commercio – ad esempio sono sicuramente più accessibili rispetto a quelli nazionali, banditi dai Ministeri.

Lo stesso dicasi dei contributi riservati alle Pmi rispetto a quelli aperti anche a tutte le imprese, che potrebbero rapidamente esaurire le risorse disponibili e presentarsi in maniera decisamente più competitiva rispetto alle piccole e medie.

Altro fattore chiave: rispetto agli anni passati, i meccanismi di distribuzione adottati dalle istituzioni sono mutati. Alcuni strumenti e metodologie agevolative sono stati abbandonati e anche le imprese che già hanno ottenuto finanziamenti nel passato potrebbero non ritrovarsi nell’approccio impiegato attualmente dalla Pubblica Amministrazione.

Nella maggioranza dei casi, per ottenere un finanziamento pubblico oggi è necessario riferirsi a un bando, una “chiamata”, un invito a presentare domanda che generalmente ha scadenza più o meno ravvicinata rispetto alla data di pubblicazione. Fanno eccezione i “bandi a sportello“, cioè sempre aperti fino a una data molto lontana o fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Il bando specifica dettagli e requisiti: finalità (es.: penetrazione commerciale all’estero o innovazione) beneficiari (es.: Pmi con sede operativa in una determinata area geografica), spese ammissibili (es.: beni materiali per quote di ammortamento, personale interno, partecipazione a fiere), periodo temporale da considerare (es.: 12, 18, 24 mesi) e, ultimi ma non per importanza, stanziamento e modalità contributive (ad esempio a fondo perduto).