Dal 1957 il Fondo Sociale Europeo (FSE) sostiene cittadini e imprese comunitarie potenziandone le competenze per accrescerne le opportunità di lavoro.
Obiettivo principale del Fondo è pertanto quello di promuovere l’occupazione di qualità mediante il cofinanziamento di progetti nazionali, internazionali o locali/regionali.
I contributi del fondo si differenziano per regione, pur mantenendo un occhio di riguardo per quelle sfavorite e meno sviluppate. Stati membri e regioni possono stilarne i programmi operativi in base alle proprie peculiari esigenze.
La strategia di fondo del Fondo è legata all’Agenda di Lisbona, che mira a rendere l’Europa un centro economico di prim’ordine entro il 2010.
Da questo punto di vista il Fondo si colloca nell’ambito delle politiche del lavoro fornendo sostegno in primo luogo alle categorie di lavoratori più a rischio(donne, immigrati, giovani, anziani, disabili, etc.). Secondariamente, promuove innovazione, cambiamento, mobilità e adozione di nuove pratiche lavorative attraverso la formazione dei lavoratori già in servizio.
Una delle parole chiave del programma attuale è proprio “flessicurezza“, neologismo coniato ad hoc per sottolineare l’importanza di muoversi verso entrambe le direzioni di lavoro: l’una dedicata alla flessibilità, che sostituisca le obsolete concezioni di lavoro stabile; l’altra che garantisca sempre, attraverso il ruolo specifico della formazione, anche una maggiore sicurezza dei lavoratori, incoraggiati a divenire attori consapevoli del proprio percorso professionale in un’ottica di empowerment individuale.
L’impegno programmatico attualmente in corso, denominato “investire sulle persone”, è iniziato nel 2007 e si esaurirà nel 2013. In questo arco temporale regioni e Stati membri UE si divideranno 75 miliardi di euro per raggiungere quanto prefissato.

La regione Friuli Venezia Giulia, assieme al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, finanzia attività finalizzate alla Ricerca Industriale, allo Sviluppo e all’Innovazione, attraverso contributi pubblici fino al 80% delle spese ammissibili.
Saranno concessi aiuti alle PMI per le seguenti iniziative:
§ Progetti di ricerca industriale e attività di sviluppo sperimentale;
§ Progetti di innovazione dei processi e della organizzazione;
§ Acquisizione di brevetti e know how volti all’introduzione di innovazioni nell’impresa
§ Acquisizione di servizi di consulenza nel settore dell’innovazione;
§ Acquisizione di servizio di supporto all’innovazione;
§ Brevettazione e ottenimento di altri diritti di proprietà industriale;
§ Brevettazione e ottenimento di altri diritti di proprietà industriale, relativamente ai risultati dell’attività di ricerca e sviluppo;
§ Contributi per la realizzazione di studi di fattibilità e progetti di ricerca da presentare allo Stato e/o all’Unione Europea per l’ottenimento delle agevolazioni dagli stessi concesse, a condizione dell’effettiva realizzazione dei progetti.
Saranno inoltre concessi aiuti alle GI per le seguenti iniziative:
§ Progetti di ricerca industriale e attività di sviluppo sperimentale;
§ Progetti finalizzati all’innovazione dei processi e dell’organizzazione, limitatamente a progetti svolti in collaborazione con le PMI le quali sostengono almeno il 30% dei costi ammissibili;
§ Contributi per la realizzazione di studi di fattibilità e progetti di ricerca da presentare allo Stato e/o all’Unione Europea per l’ottenimento delle agevolazioni dagli stessi concesse, a condizione dell’effettiva realizzazione dei progetti.
Non perdete altro tempo!
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