In aggiunta, sono state introdotte le Zone Franche Urbane (ZFU), aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario, favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, ma con potenzialità di sviluppo altamente inespresse.
Per l’internazionalizzazione, le leggi 33/2008 e 99/2009, hanno introdotto norme per il sostegno all’accesso al credito da parte delle Pmi a valere su progetti realizzati all’estero.
Visti gli indici europei per l’analisi della performance dei vari Stati nell’attuazione dello SBA, il fondo da 1 miliardo di euro recentemente istituito dal Ministero dell’Economia per investire in Pmi ad alto potenziale di crescita, potrebbe avere un impatto favorevole sulla prestazione complessiva del nostro paese.
Il nuovo strumento, il primo in Italia di una simile portata, interverrà attraverso investimenti di capitale di rischio o quasi, aventi il fine di patrimonializzare aziende ad alto potenziale di crescita, aiutando a diventare più solide circa 15mila imprese (tra cui 10mila manifatturiere) con un fatturato oscillante tra i 10 e i 100 milioni di euro.
Questo vuol dire che il fondo opererà anche a favore di grandi imprese non rientranti nella definizione di Pmi e che, soprattutto, non finanzierà micro-aziende e start-up, fatto che potrebbe limitarne l’impatto a livello di attuazione dello SBA, tanto per cambiare senza riuscire mai a “pensare anzitutto in piccolo”…