Economia Sociale, incentivi al via

Italia Economia Sociale: dal 7 novembre aperto lo sportello ministeriale per i finanziamenti agevolati ad imprese sociali, cooperative e onlus.

Al via dal 7 novembre le domande per le agevolazioni sugli investimenti dell’economia sociale: l’accesso ai finanziamenti per imprese sociali, cooperative e onlus si presenta online, utilizzando l’apposito schema Invitalia – Ministero dello Sviluppo Economico ( “Italia Economia sociale”). Diventa così operativa un’agevolazione che è stata istituita due anni fa (decreto ministeriale 3 luglio 2015), dopo una lunga serie di provvedimenti attuativi (modalità del finanziamento, presentazione domande, accordi con le banche).

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Il finanziamento agevolato consente di realizzare programmi per la creazione o lo sviluppo di imprese dell’economia sociale, in qualunque settore e su tutto il territorio nazionale. Cocede tra i 200mila e i 10 milioni di euro, a un tasso dello 0,5%, con durata massima 15 anni (comprensivi di quattro anni di preammortamento). E’ previsto anche un finanziamento bancario, da parte di un istituto scelto fra quelli convenzionati (elenco disponibile sul sito del MiSE), a tasso di mercato e di pari durata. I due finanziamenti (quello agevolato e quello bancario) sono regolati da un unico contratto stipulato con la banca, coprendo fino all’80% delle spese ammissibili.  All’interno di questa quota, il 30% è attribuita al finanziamento bancario, il restante 70% a quello agevolato.

Le risorse sono pari a 223 milioni di euro, il 60% delle quali riservato alle piccole e medie imprese. Un quarto di questa quota va alle micro e piccole imprese.

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La domanda si presenta esclusivamente in formato elettronico, via PEC (posta elettronica certificata), all’indirizzo es.imprese@pec.mise.gov.it. Vanno allegati delibera di finanziamento della banca attestante la capacità economico-finanziaria dell’impresa, allegato tecnico alla delibera di finanziamento, nel quale la banca finanziatrice evidenzia l’impatto socio-ambientale del programma di investimento, piano progettuale valutato dalla banca e vistato in ogni pagina.

Ogni impresa può presentare una sola domanda ogni due anni. Non si possono presentare più richieste di finanziamento per lo stesso programma di investimento.

Sono ammissibili le spese per l’acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

  • suolo aziendale e sue sistemazioni: nel limite del 10% dell’agevolazione complessiva;
  • fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;
  • consulenze specialistiche (studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale);
  • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;
  • spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa: nel limite del 20%.

Sono escluse da finanziamento:

  • spese relative ai beni acquisiti con il sistema del leasing;
  • acquisto di beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado;
  • spese effettuate mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”;
  • commesse interne;
  • macchinari, impianti e attrezzature usati;
  • spese notarili e relative al pagamento di imposte e tasse;
  • acquisto di automezzi, ad eccezione di quelli specificamente attrezzati come laboratori mobili, necessari per lo svolgimento delle attività di cui al programma di investimento
  • spese di importo unitario inferiore a 500 euro.

Fonte: MiSE

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